Roma, 19 febbraio 2008 - Il cane lupo Rex? Troppo violento, nel cartone animato Dragon Ball, invece, troppi omicidi e scene di sadico compiacimento per atti di violenza. Per loro, e non solo, sono scattate le sanzioni del comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione Tv e minori. Sono questi i casi piu' particolari della raccolta di sanzioni del comitato del ministero delle Comunicazioni, evidenziate oggi in occasione della presentazione del Consuntivo 2007, questa mattina a Roma.
Nella casistica delle sanzioni del comitato presieduto da Emilio Rossi, ex direttore del Tg1 ed ex vicedirettore generale dell'azienda radiotelevisiva di stato, appaiono moltissimi programmi della rete pubblica e delle private, dalle 'grandi' alle 'piccole': trailers di film dell'orrore, wrestling, scene di violenza sadica, sessuale o di gruppo in film come 'Apocalyto', 'Hannibal Lecter', 'Lo sguardo di Satana', linee hard sui canali privati.
Ma, a sorpresa, fra i programmi 'bacchettati' dal comitato ci sono anche telefilm e format pensati per la famiglia: a finire nel mirino sanzionatorio del ministero c'e' per esempio l'Arena di 'Domenica In' che, il 18 febbraio del 2007, ha "ripetutamente- si legge nella risoluzione- riproposto in primo piano immagini di palpeggiamento di un'insegnante da parte dei suoi allievi e di altri momenti trasgressivi tra cui la gag trasmessa da Rai Due".
Incriminati poi, dal Comitato media e minori, anche i Telegiornali, accusati di mandare in onda troppi fatti di cronaca nera, con dovizia di particolari ed immagini raccapriccianti: nel 2007, infatti, sono stati sanzionati tutti i Tg delle principali televisioni private e pubbliche italiane.
PROMUOVERE LA FASCIA PROTETTA
In tv è emergenza violenza. Troppa immagini violente appaiono sui televisori, sia nella cronaca nera anche fuori dai notiziari, sia nei telefilm, nei film, nella fiction.
Migliora invece il sistema di avvertenze rivolto a informare le famiglie sull'idoneità o meno dei programmi ai minori , i famigerati 'bollinì colorati (tra l'altro, obblighi più precisi sono contenuti nel nuovo contratto di servizio tra lo Stato e la Rai).
La cosiddetta fascia protetta dalle ore 16 alle 19 (per la Rai, ora tra le 16 e le 20) va ulteriormente promossa per assicurare alle famiglie un'oasi a tutela dei ragazzi veramente garantita.
Per rendere ancora più accessibili, agli addetti ai lavori ma anche a ogni cittadino, tutte le informazioni su norme, strumenti, studi e ricerche sulle problematiche del rapporto media/minori sarà consultabile on line un apposito sito (www.tveminori.it).
Sono questi alcuni degli aspetti del consuntivo 2007 del Comitato di applicazione del Codice TV e minori, che il presidente del Comitato Emilio Rossi ha illustrato alla stampa stamane a Roma, nell'ormai consueto incontro annuale.
Dal 2003 (quando è stato insediato) il Comitato ha preso in esame, su segnalazione o d'ufficio, 1881 casi di possibile violazione del Codice, instaurando conseguentemente 565 procedimenti in contraddittorio con le emittenti. Nel quinquennio sono state 200 le risoluzioni che hanno rilevato violazioni degli impegni assunti dalle stesse emittenti a tutela dei minori.
I programmi più sanzionati risultano in ordine decrescente: film e telefilm; informazione; talk show; pubblicità; varietà. Le emittenti più sanzionate sono quelle del gruppo Mediaset, seguite, sempre in ordine decrescente, dal gruppo Rai, da La7 e dalle emittenti locali.
Nel 2007 per la prima volta appaiono, tra le emittenti oggetto di risoluzione, quelle satellitari: ad esempio per la diffusione di film vietati ai minori di anni 14 in orario di «televisione per tutti». L'assoggettabilità al Codice e al Comitato è contrastata da Sky Italia sui cui ricorsi dovrà pronunciarsi il Tar del Lazio. In materia, da parte del Comitato si insiste sulla necessaria effettività del «parental control» e anche sul rispetto delle regole di concorrenza.
Oltre alle 200 risoluzioni, nel quinquennio il Comitato ha deliberato decine di raccomandazioni e numerosi documenti di indirizzo interpretativo su temi come: le rappresentazioni della violenza, i reality show con i loro specifici problemi, la privacy dei minori, il rispetto dovuto alla figura femminile.
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