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Cronaca

STRAGE DI ERBA

Rissa tra avvocati, udienza sospesa

Battibecco in apertura di udienza tra il difesore dei Romano e il legale di parte civile per Azouz Marzouz.. Commossa la deposizione del padre di Raffaella

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olindo e rosa si tengono per mano al processo Como, 22 febbraio 2008  -  Udienza movimentata al processo a Como per la strage di Erba con 'scintille' tra i legali nel giorno in cui davanti ai giudici sfilano come testi, tra gli altri, il padre e il fratello di Raffaella Castagna e il marito Azouz Marzouk.

 

A 'dar fuoco alle polveri', l'avvocato dei coniugi Romano, Enzo Pacia, che ha minacciato istanza di sospensione del processo perché gli avvocati delle parti civili starebbero «influenzando il sereno giudizio della giuria» attraverso dichiarazioni alla stampa. In particolare, nel mirino, l'avvocato Roberto Tropescovino, legale di Azouz Marzouk, che la scorsa settimana aveva detto che «dopo la testimonianza di Frigerio (l'unico sopravvissuto alla strage che si presentarà in aula venerdì prossimo) questo processo è già finito».


Immediata la reazione: «siamo liberi di esprimere le nostre opinioni». Fra i due penalisti è sorto un battibecco interrotto dal presidente della Corte Alessandro Bianchi che ha immediatamente sospeso l'udienza.

 

Dopo la sospensione, a deporre è stata prima una ex vicina di casa, Daniela Messina: «Vidi una volta Olindo Romano prendere per il bavero Carlo Castagna dicendogli che lo avrebbe prima o poi strozzato». Poi è stata la volta di Pietro Castagna, fratello di Raffaella, che ha spiegato come la mamma, Paola Galli fosse rimasta l'unica a mantenere i contatti con la figlia dopo il matrimonio con Azouz Marzouk.

 

Commossa la deposizione di Carlo Castagna, marito, padre e nonno di tre delle 4 vittime: «Quella sera incrociai lo sguardo di Olindo, occhi sereni. Come se volesse esprimermi solidarietà. Solo qualche ora dopo, mentre pregavo, rividi quella scena e mi venne un brivido. 'No, non è possibile che siano stati loro' mi ripetei più volte». «Il giorno dopo una conoscente si disse stupita dal fatto che nessuno all'interno di quella piccola Corte se ne fosse accorto. Feci un sobbalzo e mi tornò in mente lo sguardo di Olindo».

 

Poi la ricostruzione dei fatti: «Quella sera mi ero addormentato mentre guardavo la tv. Quando squillò il telefono mi resi conto che mia moglie Paola non era rientrata. Tentai di contattarla, poi decisi di andare a cercarla. Quando arrivai in piazza del Mercato mi fermò un vigile dicendomi che non avrei potuto proseguire perché c'era stato un incendio. Mi crollò il mondo addosso». E poi l'arrivo nel cortile: «i carabinieri mi chiesero se sapessi dove si trovava Azouz. Dissi che lo sapevo in Tunisia».

 

Papà Castagna è preciso ma con grande difficoltà trattiene le lacrime, soprattutto quando ricorda di aver detto ad uno dei figli: «sono tutti morti». Solo brevissimi attimi di commozione che supera con grande fatica. E sui coniugi Romano: «Erano persone minacciose, litigiose. Ricordo che una volta ho rischiato di essere malmenato da Olindo». Gli accesi diverbi erano sempre e comunque legati ai rumori provenienti dall'appartamento di Raffaella ma la coppia di presunti assassini aveva anche «uno smodato odio verso» il piccolo Youssuf.

 

È durata invece poco più di un'ora la deposizione di Azouz che ha confermato il clima di grande litigiosità tra la moglie e i coniugi Romano. «Le discussioni erano all'ordine del giorno» ha detto ricordando che Raffaella gli aveva anche detto di aver ricevuto minacce quando lui era detenuto. Ha spiegato che dopo essere uscito grazie all'indulto dalla casa circondariale, aveva progettato con Raffaella di avere un secondo figlio e ha confermato che era loro intenzione trasferirsi definitivamente in Tunisia.

 

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