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Cronaca

LA STRAGE ALLA THYSSENKRUPP

Chiusa l'inchiesta: "Omicidio volontario"

Il procuratore Guariniello ritiene che quella dell'acciaieria sia stata una tragedia annunciata. Contestata all'amministratore delegato del gruppo in Italia la pesante ipotesi di reato Commenta

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strage nell'acciaieria thyssenkrupp di torino Roma, 23 febbraio 2008 - "L'inchiesta sulla strage della ThyssenKrupp è finita. A tempo di record, come era stato promesso dal procuratore aggiunto Raffaele Guariniello, dopo l'immane fatica di raccogliere 40 mila pagine di documenti, analisi, testimonianze che hanno composto un quadro di tragedia annunciata. Talmente annunciata che avrebbe potuto verificarsi in qualunque momento". "La procura di Torino "contesta a uno degli indagati l'amministratore delegato del gruppo in Italia, Harald Espenhahn, un'ipotesi di reato che si annuncia pesantissima: quella di omicidio volontario".

"Dalle carte -scrive il quotidiano diretto da Paolo Mieli- sembra emergere che Espenhahn, per il ruolo ricoperto, dovesse sapere che le misure di sicurezza non erano pienamente osservate. Accusa di omicidio colposo per altri quattro indagati". E che si profilasse la possibilità di una tragedia, scrive a sua volta il quotidiano diretto da Giulio Anselmi, "Vi erano tutte le condizioni: dall'abbandono della manutenzione al ripetersi di piccoli incendi con getti di olio nebulizzato sino a dieci metri di distanza".


"Emerge un quadro sempre più grave -sottolinea il giornale torinese- che fa pensare che anche l'inchiesta di Guariniello e dei pm Laura Longo e Francesca Traverso schizzi verso l'alto, verso contestazioni di carattere doloso, persino la più importante: l'omicidio volontario nella forma del dolo eventuale". "Un'ipotesi di reato -riferisce a sua volta il quotidiano di Via Solferino- che si annuncia pesantissima, normalmente estranea ai processi per gli incidenti sul lavoro: quella di omicidio volontario, contestata solo a uno degli indagati, l'amministratore delegato del gruppo in Italia, Harald Espenhahn, mentre per gli altri (Gerald Priegnitz e Marco Pucci, ai quali si sono aggiunti due dirigenti dello stabilimento torinese) resta in piedi il 'classico' omicidio colposo".


"I tre pubblici ministeri, l'aggiunto Raffaele Guariniello, Laura Longo e Francesca Traverso, sono giunti in queste ore -aggiunge il quotidiano milanese- a depositare gli atti: oltre 40.000 pagine. Un centinaio di testimonianze raccolte durante un'inchiesta che ha rappresentato una priorità assoluta".
  • 23/02/2008 19:12

    nella sfortuna almeno hanno l'assistenza e la solidarietà di tutta Italia, penso ai miei colleghi le cui ossa sono sparse per tutti i mari del mondo, le famiglie non hanno avuto niente di tutto ciò,tanto per fare un nome la SEAGUL. Odinoooooooooo
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