Italia News
        

Leggi il giornale         Prova GRATUITA
Scopri le nostre edizioni locali

Cronaca

L'INCHIESTA

Basaglia, i 30 anni di una legge 'tradita'
Elettroshock, Cassano: "E' efficace"
Antonucci: "Sono altre le terapie"

Sos dal mondo della psichiatria ai politici. Mariano Bassi, presidente della Sip: "La politica trascura le emergenze di una rivoluzione assistenziale rimasta incompiuta". Si discute sul ritorno dell'elettroshock. Raccolta di firme tra gli specialisti. Ma c'è anche chi si dichiara inorridito Commenta

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande
medici BOLOGNA — L’UNIVERSO della psichiatria visto da vicino. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della salute sono 450 milioni le persone nel mondo affette da problemi mentali, neurologici o comportamentali e 873mila coloro che si suicidano ogni anno. Dati presentati alla Giornata mondiale della salute mentale nel 2005 e che indicano un’emergenza socio-sanitaria. In Italia è ormai vicino l’appuntamento con i trent’anni della legge Basaglia, del maggio 1978, quando per circa 80mila ospiti si aprirono le porte dei manicomi e cominciò la stagione che diede maggiore spazio alle strutture territoriali.
Dopo tanto tempo non c’è dibattito che non faccia riferimento a quello storico passaggio. Qual è il bilancio degli addetti ai lavori? La legge 180 è davvero incompiuta, come si sostiene da più parti? «No — risponde Mariano Bassi, presidente della Società italiana di psichiatria — perché bisogna ricordare che si tratta di una legge di indirizzo con due punti principali: uno sui ricoveri obbligatori, di pochi giorni, in piccoli reparti di diagnosi e cura all’interno degli ospedali generali, l’altro appunto contrario alla concentrazione di grandi numeri di malati. Pensiamo che nel 1978 c’erano 76 manicomi, in media da mille ospiti l’uno, quindi di dimensioni gigantesche. Riconosco la straordinaria intuizione di Franco Basaglia che, con il suo progetto azzardato, è riuscito a dare vita a una rete assistenziale senza ricorrere all’ospedale psichiatrico».

EPPURE ancora oggi le famiglie dei malati dicono di sentirsi abbandonate, con pochi posti a disposizione nelle residenze e con una ridotta assistenza domiciliare. E’ di pochi giorni fa l’appello di Maria Luisa Zardini, presidente nazionale di Arap (Associazione per la riforma dell’assistenza psichiatrica), in cui chiede la modifica della 180, con un collegamento più forte tra famiglia e Dipartimenti di salute mentale. «Ci sentiamo soli», ha detto.

«MA LA COLPA non è certo degli psichiatri — osserva Bassi — perché ci sono Regioni che hanno destinato più risorse al settore e altre meno. Certo, 17mila posti nelle residenze possono non essere sufficienti, però queste strutture sono finalizzate a consentire un’autonomia — e quindi a ospitare per periodi limitati — oppure luoghi di vita? La maggior parte di noi, e alla Sip siamo in 7.700, propende per la prima soluzione. Per questo, per permettere l’accesso al maggior numero di persone, sono importanti i finanziamenti: sarebbe bello se i candidati premier in campagna elettorale renderesso noti i loro programmi per l’assistenza psichiatrica».
Alla Sip in questi giorni si stanno raccogliendo i dati sui malati e le strutture, che saranno presentati a maggio, per l’anniversario della 180. «I numeri del ministero sono fermi al 2001 — precisa Bassi — e invece le cifre sono importanti anche per la programmazione».

di DONATELLA BARBETTA

  • 24/02/2008 09:44

    Elettroshock? Non metto in dubbio che sia "utile" per calmare certi comportamenti delle persone in cura... ma siamo certi che questo trattamento non arrechi al paziente un danno irreparabile, innescando e consolidando definitivamente un nuovo e diverso problema mentale e comportamentale in chi lo subisce? A chi propone questa cura, chiedo di dimostrare l'insussistenza di questo mio dubbio, sottoponendosi essi stessi volontariamente ad un trattamento completo di elettroshock. Se realmente non è dannoso, non dovrebbero esserci problemi a fare loro stessi da cavie. E' troppo comodo per certi cattedratici fare i test sul cervello altrui, non curando il paziente ma facendo terra bruciata dei suoi neuroni. Curare solo i sintomi, nascondendoli e facendoli scomparire con un colpo di bacchetta magica, mi sembra la prima sconfitta della medicina e della scienza. Massimo Bolognesi Imola
  • 24/02/2008 12:40

    L'elettroshock penso che sia un sistema per "calmare" i sintomi, non è certamente la cura , visto che èra usato come tortura dal regime Argentino. Rosa
  • 24/02/2008 13:49

    E' una vergogna. L'elettroshock è una macchina della morte, fisica e spirituale. Propongo che chi la vuole adottare sia lui per primo a sottoporvisi per dimostrare i suoi effetti benefici. I malati di mente hanno bisogno di luoghi tranquilli, nel verde e lontani dai pericoli di una società sempre meno disposta a essere paziente.
  • 25/02/2008 12:58

    Vorrei chiedere al prof. Antonucci, il quale afferma che devono stare TUTTI fuori, ed e' contrario persino al TSO (trattamento sanitario obbligatorio), che tra l'altro e' previsto solamente in casi molto particolari, e dietro prescrizione di piu' medici contemporaneamente: perche' un parere su queste teorie non lo andiamo a chiedere alla signora di Foggia pugnalata e uccisa senza un perche' da uno di questi poverini pazzi, e a tutte quelle centinaia di altre persone che hanno perso la vita per mano di questi matti?
  • 25/02/2008 14:24

    A volte ritornano! si dice a proposito di cose terribili,vero? attenzione evitiamo che accada di nuovo. perchè nei paesi più avanzati questa pratica orribile sta venendo bandita e nella maggior parte dei paesi del mondo è stata bandita? forse perchè alcune dittature sono finite, forse perchè è stato dimostrato che è una pratica che distrugge la dignità umana ed ogni speranza di vita in chi la subisce. oggi ci sono terapie non invasive nè distruttive che possono dare certamente risultati più o meno accettabili(rispetto all'elettroshock che non nè ha mai dato uno positivo) se non si guarda solo all'aspetto economico e di restrizioni di lbertà. avete mai avuto occasione di conoscere qualcuno che ha subito elettroshock, che è stato nei manicomi? bè se ne avrete occasione pregherete perchè non accada più. sono da anni Consigliere d'Amministrazione di una casa di cura e riposo dove ho avuto occasione di vedere qualche sopravvissuto ai manicomi ed all'elettroshock... Dio mio!!
  • Sono presenti 5 commenti
 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

Una ragazza al Motor Show

Nuovo romanticismo

La dichiarazione d’amore più bella? Tre donne su cinque non hanno dubbi: l’hanno ricevuta in macchina. Un'indagine rivela che l'automobile si piazza al primo posto dei momenti romantici, distanziati ristorante e panchina del parco

LEGGI LA NOTIZIA