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Cronaca

AFFIDAMENTO CONDIVISO

Nega all'ex marito di vedere il figlio:
la madre ora deve pagare i danni

Firenze, i giudici della Corte d'Appello hanno condannato la donna a pagare 650 euro al ragazzino e 350 euro all'ex marito. E' la prima volta che si applica l'articolo della nuova legge Commenta

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Famiglia a passeggio Firenze, 25 febbraio 2008 - La madre non permette all'ex marito di tenere con sè il figlio minorenne? Deve pagare sia l'ex coniuge che il ragazzo, nonchè una somma a favore dello Stato. La Corte di Appello di Firenze, dietro istanza degli avvocati Iacopo Tozzi e Marco Antonio Vallini dello studio legale Cnttv, ha condannato la mamma a pagare 650 euro al figlio (da depositare con libretto vincolato a favore del ragazzo) e 350 euro di euro all'ex marito e l'ha ammonita al rispetto del provvedimento che statuiva i rapporti genitori/figlio.

 

La donna è colpevole, secondo il giudice, perchè ha impedito al ragazzo e al padre di trascorrere dei giorni assieme come stabilito dalla sentenza di divorzio.


Il provvedimento della Corte di Appello è chiaro: la condotta della donna costituisce violazione delle statuizioni espresse dal Tribunale e questo arreca implicitamente danno alla corretta crescita della personalità del minore, ledendo altresì il diritto del padre al rapporto con il figlio.

 

Per la prima volta la Corte ha applicato l'articolo 709 ter del codice di procedura civile, introdotto nel 2006 dalla legge sull'affidamento condiviso. Prevede che il genitore che non rispetta i provvedimenti del Giudice possa essere sanzionato e condannato a corrispondere, a titolo di risarcimento danni, una somma a favore del figlio e dell'altro genitore, oltre che condannato ad una pena pecuniaria a favore dello Stato.

 

"L'art. 709 ter c.p.c. - spiegano Tozzi e Vallini - si applica sia quando uno dei due genitori impedisce all'altro di stare con il figlio, sia là dove il genitore non convivente con il ragazzo non lo frequenta quantomeno per i tempi e modalità stabilite dal Giudice. In altre parole, ogni volta che non viene rispettato dai genitori il provvedimento del Giudice, può intervenire il 709 ter c.p.c.".

 Un provvedimento che cambia i rapporti spesso conflittuali tra ex coniugi: ora impedire all'altro genitore di vedere il figlio, strumentalizzando il minore per fare 'dispettò all'ex consorte, oppure non tenerlo presso di sè quando è previsto dal Tribunale, può significare ogni volta essere sanzionati al pagamento di una somma a favore del figlio, dell'ex coniuge e dello Stato, oltre che subire un ammonimento.


Danno per il padre, danno per il figlio, dunque. E risarcimento per entrambi, come prevede la 709 ter: in caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell'affidamento, (il giudice) può modificare i provvedimenti in vigore e può, anche congiuntamente, ammonire il genitore inadempiente; disporre il risarcimento dei danni nei confronti del minore; disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori nei confronti dell'altro; condannare il genitore inadempiente al pagamento di una sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 75 euro a un massimo di 5000 euro a favore della Cassa delle ammende.

 

"La Corte di Appello di Firenze - continuano i legali dello studio Cnttv - ha deciso di applicare in pieno la legge riconoscendo un risarcimento per il figlio danneggiato dalla privazione della frequentazione del padre e dell'altro genitore, danneggiato perchè gli è stata interdetta la possibilità di frequentare il ragazzo". Situazione questa, secondo la legge, idonea di per sè a creare un danno monetizzabile a favore delle vittime del comportamento.

  • 25/02/2008 10:46

    Trovo che la condanna sia più che giusta. In proposito vorrei segnalare il mio caso e chiedervi quali possibilità ci possano essere a seguito del comportamento scorretto del mio ex marito nei confronti dei miei due figli. Mi sono separata nel 1987 e ho creciuto sola 2 figli del 1980 e 1985. mio marito mi ha sempre corrisposto l'assegno di legge (anche se poco corposo). Nel 1996 mi sono divorziata ma fin dal 1987 non ha MAI tenuto i figli con sè come previsto dalla varie sentenze, con gravi disagi pratici per la sottoscritta ma sopratutto psicologici per i miei due figli, creciuti, in fondo senza un padre. Inoltre, non li ha nemmeno seguiti a distanza, una telefonata, una pizza, nulla, pur abitando a un civico di distanza - mi piacerebbe poter richiedere i danni e finalmente fargliela pagare. grazie
  • 25/02/2008 10:52

    era ora !!!!!!!!!!! Io ho un figlio che ora ha 21 anni, dunque non ho più questo problema..... ma sono contento per quei padri che ancora oggi hanno dei figli minori....(confesso.... sono pure un po' invidioso).
  • 25/02/2008 11:45

    Speriamo che sia l'inizio di una vera parità tra i genitori separati e che finalmente ci sia eguale dignità. Auguri a tutti i padri separati
  • 25/02/2008 16:00

    CIAO, a tutti i padri, che come me stanno lottando x avere giustizia, nei confronti di una vecchia legge femminista, che non teneva conto dell'esistenza dei padri che volevano esserlo.Oggi forse si è scritto una nuova pagina di storia.AUGURI a tutti quei padri che come me credono nella giustizia.DIO c'è non smettiamo mai di crederci.
  • 25/02/2008 19:48

    Eureka! Finalmente un giudice dalla parte di noi maschietti. basta, la legge và rispettata dagli uomini e dalle donne. Gli abusi vanno puniti.
  • 25/02/2008 21:08

    Robe da matti ...è un diritto del figlio e del padre ,,, ma sopratutto un,chiamiamolo " obbligo " ( per ovvi motivi di benestare del bambino ) far vedere alla madre il figlio!!!Perchè per colpa dei genitori ci deve rimettere un piccolo veramente veramente innocente !!!! ecco perchè robe da matti !!!!!
  • 26/02/2008 09:02

    I FIGLI, DA SEMPRE, SONO L'ARMA DI RICATTO DELLE MADRI, I GIUDICI SONO MAMMISTI E I DERUBATI SONO I POVERI PADRI, PERCHè OGGI NON è PIù IL TEMPO DELLE 'POVERE DONNE'- TUTTE IN VENDITA!-MA DEI 'POVERI UOMINI',però i figli vanno alla mamma,quasi sempre.società e leggi da cambiare..
  • 26/02/2008 09:57

    Questa sentenza che parte da un principio giusto di parità genitoriale e diritto per i figli di frequentare ambedue i genitori, rischia in realtà di generare battaglie legali fra ex coniugi anche a distanza di molti anni. Leggendo il commento della signora di Bologna poi, si capisce come il livore ed il desiderio di "farla pagare all'altro" prevalga sull'interesse del bene dei figli. Ecco l'esempio ancora una volta di una donna che a distanza di anni cerca di strumentalizzare i figli oramai abbondantemente maggiorenni per i propri scopi, contro un padre che lei stessa ammette averli sempre comunque mantenuti attraverso l'assegno di mantenimento stabilito dai giudici. Questa è l'Italia purtroppo...
  • 26/02/2008 11:35

    Non so come si possa gioire per un fatto ovvio nella forma, ed assolutamente insufficiente nella sostanza, la tutela del diritto del minore, a cui è stato sottratto quello fondamentale: la bigenitorialità, per colpa non di una tragedia, un lutto, un incidente, ma a causa del tanto declamato amore materno. Il bambino viene risarcito per la perdita di un affetto per 600 €, il padre per aver perso un figlio ne ottiene 300 €. No comment! Si pensi che a me per tre anni è stata negata ogni forma di contatto tra me e i miei figli,dalla mia ex moglie, in barba ad una sentenza della Corte d'Appello di Roma. Il Procuratore della Repubblica presso Tribunale dei Minorenni di Roma a seguito di puntuali indagini chiede al tribunale per i Minorenni la sospensione della potestà genitoriare della madre. Sono trascorsi otto mesi da allora il Giudiche Incaricato non ha neppure fissato la prima udienza. Chissà se a me e al mio bambino verrà come risarcimento offerta una bella cena di pesce?
  • 29/02/2008 11:51

    SONO ANCHE IO UNA SEPARATA E IL MIO EX HA VENDUTO ANCHE LA CASA PATERNA E PER UNA SENTENZA PROVVISORIA SONO SLOGGIATA ASPENTTANDO CHE INIZI LA CAUSA,ANCHE SE PER MANO DELLA GIUDICE CISTULLI DOVEVO RIMANARE IN CASA FINO A CHE MIA FIGLIA NON SAREBBE ARRIVATA ALLA MAGGIORE ETA'-MIA FIGLIA ATTUALENTE HA SEI ANNI.QUANDO E'INIZIATA LA VICENDA NE AVEVA TRE.E' IL PRIMO CASO IN ITALIA CHE ACCADE-ANCHE PER IL MANTENIMENTO OGNI VOLTA SI DEVE FARE UN ATTO PER AVERE I SOLDI.HO TANTO DA DIRE,MA NON MIFATE SCRIVERE PIU'.DEVO SOLO RINGRAZIARE I MIEI GENITORI SE MI STANNO AIUTANTO.VI DICO SOLTANTO CHE HA DUE LEGALI.
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