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Cronaca

IL CASO

La madre della figlia di Sgarbi chiede 800mila euro

Il critico d'arte che ha già un figlio riconosciuto replica: "Sono l'anti-padre"

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Vitorio Sgarbi Ancona, 25 febbraio 2008 - Difficile la 'carriera' di padre per Vittorio Sgarbi. La madre della seconda figlia che il critico d'arte ha riconosciuto ufficialmente - dopo il figlio avuto da Patrizia Brenner, e in attesa che il Tribunale dei minori di Ancona si pronunci sulla presunta paternità di una bimba di madre albanese - ha chiesto al Tribunale dei minori di Torino il sequestro conservativo di beni per 800 mila euro in possesso dell'assessore alla cultura a Milano.

 

In particolare, l'avv. Giulia Facchini, che rappresenta gli interessi della madre della bambina (nata nel 2000 a Torino e riconosciuta spontaneamente dal padre nel 2003) chiede che vengano posti sotto sequestro i proventi dell'asta di opere d'arte della collezione 'Cavallini-Sgarbi', in programma il 5 marzo a Milano. Circa 180 quadri di Guercino, Alessandro Rosi, Mattia Preti, Gioacchino Assereto e altri maestri italiani, per un valore complessivo stimato in quasi 300 mila euro.

 

Finora, sostiene il legale, il critico non ha mai provveduto al mantenimento della figlia, che pure ha frequentato, anche se non con assiduità. ''La mia assistita - prosegue - è da sempre disponibile a una trattativa, nell'esclusivo interesse della bambina''. Il Tribunale torinese ha fissato l'udienza al 3 marzo prossimo, e l'atto è stato notificato a Sgarbi nelle Marche, dove il critico ha la residenza. Per il 26 marzo prossimo invece è fissata la nuova udienza del procedimento aperto davanti al Tribunale dei minori di Ancona per il riconoscimento della bambina nata nel 1998 a Roma da una donna albanese. Sgarbi, assistito dall'avv. Giampaolo Cicconi, si è finora sottratto all'esame del dna disposto dai giudici, ritenendolo una forma di ''violenza fisica e morale''.

 

''Sono contrario alla paternità - ha detto Sgarbi - Quella del padre non è una categoria che ritengo di dover rappresentare, e infatti, non si troverà una mia richiesta di incontrare i miei figli. Cio' detto, sono anche contrario all'aborto''.


E alla madre della piccola di otto anni replica attraverso l'Ansa: ''Il Tribunale ha già negato il sequestro dei ricavi dell'asta. Quanto al resto, nessuno mi ha mai chiesto dei soldi...che peraltro non ho''. Ottocentomila euro sono un'enormita'? ''Beh, direi che la signora si accontenta'' ironizza.

 

All'udienza del 3 marzo lui non ci sarà - ''andrà il mio avvocato'' -, scelta fotocopia di quella adottata nel procedimento in corso ad Ancona per un'altra presunta paternità. ''Ci sono delle donne che hanno voluto figli da me; non io da loro, perché non può esserci l'obbligo di diventare padre'' è da sempre la Sgarbi-filosofia. ''La signora del caso di Ancona poi, prima ha attestato che la bambina era figlia del marito. E adesso che il marito è morto dichiara che la figlia è mia: francamente, non mi pare una gran dimostrazione di senso etico''.










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