Gravina in Puglia, 1 marzo 2008 - Non ci sono segni di violenza sui corpi di Ciccio e Tore, i due bambini trovati morti lunedi' pomeriggio a Gravina in Puglia. E' quanto emerge dagli ulteriori e sofisticati esami compiuti questo pomeriggio dagli esperti medico-legali.
L'equipe diretta dal prof.Franco Introna, perito nominato dalla procura, ha sottoposto oggi i due corpi - mummificati - ad ulteriori e particolari esami che confermano una lesivita' all'arto inferiore destro di Francesco ed una lesione ''minimale'' a un piede di Salvatore. Non ci sono altre lesioni: il dato e' stato confermato dalla tac e dalla risonanza.
Ciccio e' stato il primo a morire forse per un fenomeno emorragico interno; Salvatore sarebbe morto nel sonno per stenti, per la fame, per il freddo e la sete.
"La risonanza magnetica non ha dato nessun nuovo contributo alla prosecuzione delle indagini". E' questo quanto ha detto il professor Luigi Strada, perito della difesa di Filippo Pappalardi, il padre dei due bambini di Gravina in Puglia, Ciccio e Tore.
Nel pomeriggio nell'istituto di medicina legale di Bari era stata effettuata la risonanza magnetica sui due corpicini per accertare eventuali altre tracce che non erano state evidenziate nella Tac dei giorni scorsi.
Il professor Strada ha detto: "La Tac ha messo in rilievo quello che già conoscevamo. Ciccio aveva la frattura del femore, della tibia e del perone mentre Tore una microlesione a un piede. Tutto questo - continua il perito di parte conferma la nostra ipotesi che i bambini all'interno del pozzo sono caduti accidentalmente con Tore che è caduto addosso a Ciccio". Domani lo stesso Strada parteciperà al vertice previsto in mattinata con gli investigatori nella casa delle cento stanze.
Si è concluso verso le 14,30 un vertice in procura a cui erano presenti il procuratore della Repubblica di Bari, Emilio Marzano, il pm Antonino Lupo, il Questore di Bari, Vincenzo Speranza, il capo della squadra mobile, Luigi Liguori, e il professor Francesco Introna. Al momento, non è ancora stato depositato il parere del pm sull'istanza di scarcerazione presentata dall'avv. Angela Aliani, difensore di Filippo Pappalardi, accusato dell'omicidio dei due figli e di occultamento di cadavere. Sulla richiesta deciderà il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari, Giulia Romanazzi. Secondo indiscrezioni, il quadro accusatorio della procura nei confronti di Pappalardi non avrebbe subito alcun cambiamento.
IL PALLONCINO ROSSO
Gli investigatori che indagano sul caso di Gravina in Puglia, dove nel 2006 sparirono i due fratellini Pappalardi, ritrovati morti lunedi scorso all'interno della casa delle cento stanze, hanno confermato l'indiscrezione riportata oggi dal Quotidiano Nazionale e da altri giornali, secondo i quali in una tasca dei pantaloncini di Ciccio c'era un palloncino rosso, che con il tempo si è sbiadito.
Il ritrovamento del palloncino conferma, secondo gli investigatori, la testimonianza di tre ragazzini che dissero di aver giocato, lanciandosi palloncini pieni d'acqua, assieme a Ciccio e Tore la sera della scomparsa. Uno di questi, infatti, dopo tre mesi si presento agli investigatori, dicendo, di aver visto Francesco e Salvatore salire sull'auto del loro papà la sera della scomparsa, intorno alle 21.
FIORI DA TUTT'ITALIA
"Gli amici della quarta sezione della casa circondariale di Bari". Un fascio di fiori bianchi, inviato direttamente dal carcere di Bari, è arrivato questa mattina davanti al cancello della casa delle 'cento stanze', dove lunedì scorso sono stati ritrovati i corpi di Ciccio e Tore Pappalardi, i due fratellini di Gravina di Puglia, e ritrovati dopo venti mesi di vane ricerche morti all'interno di un pozzo dentro questa masseria.
Ma fiori sono arrivati anche dalla Lombardia e dalla Calabria. Intanto, oltre il pellegrinaggio di semplici cittadini che lasciano biglietti o anche un semplice fiore, all'interno della masseria continua il lavoro della Polizia scientifica e degli esperti delle 'ricerca tracce' della Polizia di Stato, giunti appositamente da Roma per tentare di trovare qualsiasi indizio utile all'interno del pozzo dei misteri.
OMESSA VIGILANZA
La procura della Repubblica di Bari ha avviato accertamenti sulla presunta omessa vigilanza della casa di via Giovanni Consolazione, cosiddetta delle 'centostanze', a Gravina in Puglia, nella quale venti mesi fa precipitarono Ciccio e Tore Pappalardi ritrovati lunedì scorso cadaveri, dopo che nel pozzo incustodito all'interno della masseria era caduto anche un altro bambino, Michele, salvandosi miracolosamente.
Alla Procura barese, la notizia del nuovo filone di indagine circolava già con insistenza nella giornata di ieri. Anche se non ci sono conferme ufficiali, stando alle indiscrezioni ci sarebbero già degli iscritti nel registro degli indagati.
TRAGICA FATALITA'
Sarebbero caduti nella cisterna l'uno dopo l'altro, insieme, e forse accidentalmente Francesco e Salvatore. Questa ricostruzione del fatto, secondo indiscrezioni trapelate da ambienti giudiziari, sarebbe emersa dai primi elementi in possesso dei medici legali, Francesco Introna e Vito Romano. Ciccio e Tore, secondo quanto emergerebbe dai primi accertamenti medico legali, sarebbero precipitati nel pozzo da un'altezza di 16 metri, quindi dall'apertura intermedia del secondo piano dell'edificio diroccato.
Il primo a cadere sarebbe stato Francesco, che avrebbe riportato più fratture, subito seguito da Salvatore la cui caduta sarebbe stata attutita dal corpo del fratello. Sarebbe, pertanto, da escludere, secondo quanto trapela, l'ipotesi di una discesa volontaria di Tore nella cisterna per salvare il fratello, anche perchè appare poco credibile agli investigatori che il bambino sarebbe sceso spontaneamente in quel pozzo buio e profondo.
Non sarebbero, invece, ancora stati consegnati ed esaminati dai medici legali gli abiti dei due bambini, mentre domani saranno noti i primi risultati ufficiali delle radiografie effettuate sui corpi. Domenica mattina, invece, il professor Francesco Introna effettuerà un ulteriore sopralluogo nella cisterna a Gravina per misurare alcune distanze e individuare dettagli che potrebbero essere sfuggiti alla prima analisi degli investigatori.
IL TESTIMONE
Benché la procura ritenga ancora intatte le motivazioni che hanno portato all'arresto di Filippo Pappalardi, uno dei testimoni, pare che abbia già ritrattato: "Ho sempre detto alla polizia di non ricordare bene la data, a distanza di tre mesi non era semplice. Ma loro volevano una data certa".
L'avvocato Angela Aliani, sta per incontrare il suo assistito, Filippo Pappalardi, padre di Ciccio e Tore, i due fratellini di Gravina in Puglia, spariti il 5 giugno del 2006 e ritrovati, morti lo scorso lunedì all'interno di una cisterna di un casolare abbandonato nel centro della cittadina pugliese.
Filippo Pappalardi, si trova in regima di detenzione carceraria dallo scorso 27 novembre, quando la procura di Bari gli notificò l'ordine di carcerazione accusandolo di aver: "sequestrato, picchiato e ucciso e occultato i cadaveri dei suoi figli". L'uomo che in carcere piange e si dispera, si è sempre dichiarato innocente.
Qualcuno ha pernottato nei pressi del ministero dell'Interno, altri si sono messi in fila nelle prime ore del mattino. Per primo è arrivato il 'Grillo parlante'