Bari, 4 marzo 2008 - I 5 operai morti ieri a Molfetta non sarebbero stati uccisi dalle esalazioni dello zolfo contenuto nella cisterna, ma dalla reazione chimica di un solvente o della candeggina. È quanto trapela da fonti investigative. Sarà l'autopsia ad accertare definitivamente le cause della morte dei cinque lavoratori, uccisi probabilmente da esalazioni di gas mentre pulivano una autocisterna che aveva trasportato zolfo in polvere. Ma dalle prime indiscrezioni, pare che il gas letale sia stato originato da una reazione chimica, provocata dal solvente o dalla candeggina impiegata per lavare l'autocisterna, e non dallo zolfo.
Intanto questa mattina, dopo i quattro suoi colleghi, è morto all'ospedale di Monopoli, dove che ieri sera sera era stato ricoverato nel reparto di rianimazione, Michele Tasca, di 20 anni, il più giovane dei lavoratori della Truck Center, l'azienda di Molfetta specializzata nella pulizia e lavaggio di autocisterne. La Procura della Repubblica di Trani ha aperto un fascicolo con l'ipotesi di omicidio colposo plurimo, e il sostituto procuratore Giuseppe Maralfa ha incaricato due medici legali ed un tossicologo forense, il prof.Gagliano Candela, per le autopsie, presumibilmente già da domani, delle cinque vittime della tragedia. Ora i carabinieri stanno verificando eventuali irregolarità o violazioni in materia di sicuerzza del lavoro nell'area, già sotto sequestro, della Truck Center. In giornata sono stati effettuati prelievi di sostanze dalle paratie dell'autocisterna, che da dicembre era ferma nel deposito della ditta di Molfetta dove si è consumata la tragedia.
Intanto, in una città profondamente scossa (è stato disposto il lutto cittadino a partire da oggi fino al giorno dei funerali, con le bandiere a mezz'asta sugli edifici comunali e scolastici) è giunto a portare il suo cordoglio il premier Romano Prodi, accompgnato dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e dal vescovo Luigi Martella, che è salito a palazzo Giovene, sede del comune di Molfetta, per incontrare i familiari delle vittime della tragedia alla Truck Center.
Qualcuno ha pernottato nei pressi del ministero dell'Interno, altri si sono messi in fila nelle prime ore del mattino. Per primo è arrivato il 'Grillo parlante'