Bari, 4 marzo 2008 - "Speriamo sia l'ultima volta". Dagli altoparlanti di Molfetta una voce ha espresso il desiderio di tutti: non dover più assistere a tragedie sul lavoro, come quella che ha colpito i cinque operai morti in un'autocisterna per le esalazioni di zolfo e candeggina. In segno di solidarietà alle vittime del Truck Center di Molfetta, migliaia di persone, tra cui tanti giovani, hanno partecipato al corteo promosso da Cgil, Cisl e Uil nella cittadina pugliese.
La manifestazione si è conclusa in piazza Paradiso, con un intenso minuto di silenzio per ricordare Vincenzo Altomare (64 anni), Guglielmo Mangano (44 anni), Luigi Farinola (37 anni), Biagio Sciancalepore (26 anni) e Michele Tasca (20 anni).
"Un lavoro per vivere e non per morire", invocava lo striscione che ha aperto il corteo: richiesta ribadita nei discorsi dei rappresentanti sindacali che hanno parlato dal palco. I segretari confederali Paola Agnello Modica (Cgil), Sergio Betti (Cisl) e Paolo Foccillo (Uil) hanno insistito sulla necessità di approvare immediatamente i decreti attuativi del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro.
"Serve la mobilitazione delle coscienze - ha dichiarato il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, presente alla manifestazione - una forte presa di posizione della politica, dei sindacati, degli intellettuali e della società civile, ciascuno deve sentirsi impegnato in una battaglia così importante".
Qualcuno ha pernottato nei pressi del ministero dell'Interno, altri si sono messi in fila nelle prime ore del mattino. Per primo è arrivato il 'Grillo parlante'