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Cronaca

PREZZI & RIFIUTI

Coldiretti: "Gli imballaggi costano fino al 25%
e in più fanno raddoppiare le pattumiere"

Dal 2000 a oggi il peso degli imballaggi è aumentato del 9%. I casi limite: nei fagioli la scatola costa più del prodotto, la passata di pomodoro rincara di un quarto, la bottiglia di latte costa il 10% Commenta

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Supermercato Roma, 5 marzo 2008 - Le confezioni incidono fino al 30 per cento sul prezzo industriale di vendita degli alimenti e pesano sulle tasche degli italiani più del prodotto agricolo in esse contenuto. È quanto emerso nel corso di un Forum della Coldiretti dove è stato evidenziato che la metà dello spazio della pattumiera nelle case è occupato da scatole, bottiglie, pacchi con i quali sono confezionati i prodotti della spesa e che generano complessivamente 12 milioni di tonnellate di rifiuti, il 40 per cento della spazzatura che si produce ogni anno in Italia.


L'agroalimentare, con oltre i 2/3 del totale, è il maggior responsabile della produzione di rifiuti da imballaggio, che si moltiplicano anche per effetto delle strategie di marketing che puntano molto sulle confezioni per favorire le vendite e a causa della tendenza alla riduzione dei formati a favore dei single e delle famiglie sempre meno numerose.


Gli imballaggi gettati nella spazzatura - sottolinea la Coldiretti - sono aumentati dal 2000 a oggi di oltre 1 milione di tonnellate (+9 per cento) anche se è cresciuta oltre il 66 per cento la percentuale di riciclaggio. Oltre all'impatto ambientale l'imballaggio ha una incidenza notevole sui prezzi sia in quanto componente sempre più rilevante del costo del prodotto sia per il fatto che aumenta il peso da trasportare.

 

 Nell'alimentare spesso il costo dell'imballaggio supera quello del prodotto agricolo in esso contenuto: come nel caso dei fagioli in scatola dove l'imballaggio incide per il 26 per cento sul prezzo industriale di vendita, mentre per la passata in bottiglia da 700 grammi si arriva al 25 per cento, per il succo di frutta in brick al 20 per cento e per il latte in bottiglia di plastica sopra il 10 per cento.




Gli imballaggi pesano dunque sulle tasche e sull'ambiente, ma è possibile abbatterne il numero adottando comportamenti di acquisto consapevoli al momento di fare la spesa. Si può arrivare a ridurre di oltre due chili a settimana i rifiuti prodotti in famiglia utilizzando, ad esempio, buste della spesa riutilizzabili (140 grammi di plastica in meno), con il ragù fatto in casa (500 grammi di vetro e metallo in meno), acquistando l'insalata fresca anzichè confezionata (80 grammi di plastica in meno) o i legumi al mercato anzichè quelli in scatola (220 grammi in meno).


Ma si moltiplicano anche le iniziative per favorire il consumo di prodotti che non producono imballaggi come l'acquisto diretto nelle aziende agricole o nei distributori di vino o di latte sfusi che consentono di risparmiare fino al 40 per cento rispetto al normale prezzo del latte fresco in vendita con anche il vantaggio - continua la Coldiretti - di riutilizzare il contenitore impiegato senza dover gettare nell'immondizia le 57 bottiglie di latte all'anno che consuma in media ogni italiano durante l'anno.


Secondo la Coldiretti è possibile contribuire a ridurre i rifiuti prodotti con gli imballaggi scegliendo alimenti freschi (frutta, verdura, carne, formaggi) invece di quelli confezionati, magari acquistandoli direttamente dai produttori agricoli, utilizzando le borse per la spesa fatte con materiali biodegradabili (bio shoppers) o di tela invece di quelle in plastica; preferendo quando possibile l'acqua dal rubinetto invece di acquistare acqua minerale, evitando di dover buttare le bottiglie di plastica; non acquistando i prodotti usa e getta come bicchieri e piatti, a meno che non siano fatti di materiale biodegradabile; preferendo prodotti in confezioni riciclabili o riciclate; scegliendo confezioni grandi invece di quelle monodose; acquistando latte dai distributori alla spina e vino e olio direttamente dal produttore, che ti consentono di riutilizzare le bottiglie evitando di produrre rifiuti.

 

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