La ragazza è stata travolta da un'auto pirata ad Ardea, in località Tor San Lorenzo, sul litorale a Sud della capitale. Dopo una notte e una giornata intera di indagini, i carabinieri hanno messo alle strette la sospetta, una ventottenne del luogo, che alla fine è crollata
Roma, 7 marzo 2008 - Una ragazzina figlia di immigrati tunisini e' stata travolta e uccisa da un'auto-pirata nei pressi di Roma mentre andava a buttare l'immondizia sotto gli occhi della madre. La vettura, una Mercedes guidata da una donna rea confessa, e' stata individuata dopo meno di 24 ore.
Si chiama Monica, ha 27 anni e fa l'impiegata la donna che ieri verso le 21,30 ha investito Batute Oueslati, una ragazzina di 13 anni che stava attraversando la strada dopo essere andata a gettare l'immondizia in un cassonetto vicino alla sua abitazione ad Ardea. Un piccolo aiuto domestico, una favore alla mamma che l'aspettava dall'altro lato del marciapiede e che l'ha vista morire.
La morte della ragazzina, che tutti chiamavano con il nomignolo di Pasma, ha scosso Ardea e il quartiere di Tor S. Lorenzo, una delle zone più popolate della città laziale dove vive la famiglia tunisina. In meno di 24 ore i carabinieri hanno dato un nome e un volto all'automobilista pirata: ''Ero sconvolta, spaventatissima, non so neppure come ho fatto ad andare avanti'', ha detto la donna alla guida dell'auto. Il colpo era stato fortissimo, tanto da essere udito negli appartamenti che costeggiano viale di Tor S. Lorenzo e il parabrezza della sua Mercedes Clk 200 è stato infranto dal corpo della ragazzina, poi scaraventato sull'altra corsia.
Ma Monica non si è fermata ed è corsa verso casa, in un quartiere al confine con Tor S. Lorenzo. La donna è stata accusata di omicidio colposo e omissione di soccorso e trasferita nel carcere romano di Rebibbia poco dopo le 18.
Al vaglio degli inquirenti c'e' anche la posizione del suo fidanzato: la Mercedes era nascosta nel garage dell'uomo che potrebbe essere accusato di favoreggiamento. ''L'auto - spiega il capitano Antonio Marinucci, che dirige la Compagnia dei carabinieri di Anzio - ha il parabrezza infranto, il paraurti ammaccato e altri danni. Abbiamo battuto la zona a palmo a palmo, sentendo varie persone e alla fine abbiamo individuato la pista giusta. Posso solo dire che la Mercedes era stata messa al sicuro in un locale chiuso di proprietà del fidanzato della donna arrestata''.
A casa di Batute, che abitava con i genitori, una sorella più grande e un fratellino più piccolo, è un via vai di gente. Il padre, che qui chiamano Giovanni, è un tunisino sulla cinquantina immigrato in Italia circa 30 anni fa, che si è poi costruito una bella famiglia vivendo del suo lavoro. Ora è un uomo distrutto. Questa mattina è stato il primo a portare sul luogo dell'incidente mortale un mazzo di fiori e una bella foto di Pasma, dove si vede una ragazzina con grandi occhiali da sole e un faccino sorridente. Per tutto il giorno non ha voluto dire nulla, poi solo un grido: ''Voglio giustizia per il mio angelo!''.
La notizia dell'arresto di Monica è arrivata nel tardo pomeriggio alla famiglia in lutto, ma solo qualche amico commenta: ''Siamo contenti. Ora vogliamo davvero che ci sia giustizia''. Il sindaco di Ardea, Carlo Eufemi, che è anche il preside della scuola media statale ''Virgilio'' dove Pasma frequentava la III media, ha deciso il lutto cittadino per il giorno dei funerali. Il comune pagherà le spese. ''Conoscevo bene Batute - dice - era una studentessa molto in gamba. I genitori sono due persone molto dignitose e per bene e faremo qualcosa per aiutarli''.
La gente di Tor S. Lorenzo punta il dito sulla zona dove è avvenuto l'incidente mortale. ''E' priva di illuminazione pubblica da mesi - dicono Maria O e Giuseppe F. - Sono stati fatti dei lavori e non è stata ripristinata la segnaletica, neppure quella a terra''. ''Su viale di Tor S. Lorenzo - aggiunge Alessandra A. - gli automobilisti vanno troppo veloci, soprattutto la sera quando c'è meno traffico. Ma non si rendono conto che questo è un centro abitato''.
Un gruppo di donne manifesta davanti alla sede del quotidiano ''Il Foglio'', diretto da Giuliano Ferrara, a difesa della legge 194. 'La maternita' non e' una fatalita', ma una scelta responsabile'', è uno degli slogan