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Delitti, uno su tre è in famiglia

 

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Roma, 10 marzo 2008 - Il triplice delitto compiuto a Taranto da un uomo che ha ucciso la moglie e le due figlie minorenni, per poi togliersi la vita, conferma il primato dei 'delitti in famiglia' nelle statistiche degli omicidi volontari compiuti in Italia. Secondo il rapporto Eures 2007, presentato a gennaio 2008 a Roma e relativo all'anno 2006, i delitti compiuti tra le mura domestiche e all'interno dello stesso nucleo familiare sono infatti al primo posto con il 31,7% del totale nazionale, con 195 casi registrati su un totale di 621 nel 2006.

 

Il fenomeno è in netto aumento (+12,1% 'solò 174 casi nel 2005) e continua a caratterizzare principalmente il Nord (94 vittime, pari al 48,2%), seguito dal Sud (62 vittime, 31,8%) e dal Centro (39 vittime, 20%). Nel Sud al primo posto ci sono gli omicidi compiuti dalla criminalità organizzata (44,6%), mentre i delitti in famiglia si attestano al 19,2% (62 casi nel 2006). La Lombardia conserva anche per il 2006 il triste primato dei delitti in famiglia, pur registrando un leggero calo rispetto al 2005 (da 34 a 30), seguita da Veneto (22) e Campania (18).
Nella graduatoria provinciale Milano si piazza al primo posto con 15 vittime, seguita da Roma (10), Siracusa (7), Napoli e Verona (6).

 

Le vittime più frequenti sono le donne (134 nel 2006, +36,7% rispetto alle 98 del 2005), pari al 68,7% delle vittime degli omicidi familiari. Gli uomini, con 61 vittime rappresentano il 31,3%. Molto consistente si conferma il numero di vittime in famiglia ultrasessantenni (38 casi nel 2006, pari al 19,5% del totale), la cui dinamica prevalente è quella dell'omicidi o interno alla coppia, spesso seguito dal suicidio dell'autore.

 

La 'coppia affettiva' mantiene anche nel 2006 il primato nei delitti compiuti in famiglia, con 103 vittime complessive, pari al 52,8%. Tra questi è nel rapporto coniugale che che si conta la percentuale più elevata (70 casi, pari al 35,9% degli omicidi familiari), seguito dai delitti in cui le vittime sono ex coniugi o ex conviventi dell'autore (26, pari al 13,3%) e dagli omicidi maturati all'interno di relazioni non formalizzate (7 vittime).
Il secondo 'gruppò di omicidi familiari riguarda la relazione genitori/figli (23,6%) con 21 genitori uccisi dai figli e 23 figlicidi. Il terzo gruppo riguarda le altre relazioni di parentela (35 vittime nel 2006, pari al 18%), tra le quali il dato di maggior interesse riguarda i fratricidi (10 vittime,pari al 5,1% degli omicidi in famiglia).

 

L'analisi dei moventi dei delitti familiari rileva una prevalenza degli omicidi derivanti da liti e dissapori (24,6%). Al secondo posto l'omicidi o passionale che, anche nel 2006, si caratterizza come un fenomeno diffuso prevalentemente al Nord (28,7% dei casi, seguito dal Sud con il 19,4% e dal Centro con il 7,7%). Sul fronte opposto gli omicidi per motivi di interesse/denaro continuano ad essere prevalenti al Sud (16,1%, a fronte del 5,3% del Nord e il 2,6% del Centro).

 









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