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Cronaca

OMICIDIO COLTURANI

La colf moldava accusata anche di spaccio
Ma lei continua a non collaborare

Secondo le indagini Tatiana Mitrean e il suo complice ucraino, Leonid Marush, avrebbero avviato un un commercio di stupefacenti tra l'Italia e la Moldavia. La 23enne straniera insiste nel suo silenzio

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Marzio Colturani Milano, 21 marzo 2008 - Tatiana Mitrean, la 23enne colf moldava in carcere per l'omicidio di Marzio Colturani (nella foto), è accusata, insieme a Leonid Marush, il 28enne ucraino arrestato per favoreggiamento dopo la tragica rapina di via Comerio, di aver avviato un commercio di stupefacenti tra l'Italia e la Moldavia.

 

Tatiana e Leonid trafficavano hashish e cocaina dall'Italia alla Moldavia e viceversa, a seconda "di cosa conveniva comprare in Moldavia e cosa invece in Italia", come hanno detto i due durante una conversazione telefonica intercettata dai carabinieri. Secondo quanto riferito dai militari infatti i due accusati importavano la polvere bianca dall'Est ed esportavano invece l'hashish.

 

Il traffico di stupefacenti era gestito da Leonid, che organizzava i trasferimenti di droga tra i due Paesi, mentre Tatiana si occupava dei contatti italiani: trovava clienti e procurava "assaggi di coca e hashish" a potenziali acquirenti. Secondo quanto riferito dai carabinieri i due non trafficavano grandi quantità di droga, "si tratta di qualche etto di sostanza" hanno affermato gli inquirenti. Il piazzale di Cascina Gobba era il centro logistico del commercio: da qui infatti partivano e arrivavano i carichi moldavi.


Tatiana e Leonid avevano avviato il traffico nei mesi successivi alla rapina in casa Colturani, proprio durante le indagini sull'omicidio. I militari sono infatti risaliti al "giro di droga" attraverso le intercettazione telefoniche dei due.


Intanto la donna continua a non collaborare alle indagini. Nonostante la giovane età la ragazza si è sempre mostrata sicura di sé, tanto da riuscire a rimanere tranquilla e a non perdere la calma anche durante gli interrogatori.

 

Ora, a distanza di più di un mese dall'arresto, Tatiana continua a mostrarsi non collaborativa con gli inquirenti e a fornire una sua versione dei fatti. Ma una delle ipotesi è che dietro al silenzio della 23enne ci sia il timore di possibili ritorsioni sui familiari che vivono in Moldavia. Dopo il tragico esito della rapina in via Comerio il "capo del gruppo" è infatti riuscito ad allontanarsi dall'Italia con la refurtiva, e si sarebbe rifugiato proprio in Moldavia, il suo Paese d'origine.










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