COMO, 21 marzo 2008 - La Procura di Como è pronta a patteggiare con Azouz Marzouk, ma pone drastiche condizioni: una pena superiore a quella proposta e immediata espulsione dal territorio italiano con accompagnamento coatto in aeroporto per il rimpatrio in Tunisia.
È quanto emerge dall'attenta lettura del parere contrario agli arresti domiciliari espresso dal sostituto procuratore Massimo Astori, titolare dell'inchiesta sul traffico di droga scoperto dalla Guardia di Finanza di Erba e che la notte del primo dicembre scorso portò in carcere non solo il 27enne tunisino vedovo della strage di Erba, ma anche diversi suoi parenti e amici.
I VICINI TRA MUGUGNI E ABBRACCI
Per Marzouk, che ha ottenuto dal Gip Luciano Storaci, i domiciliari in un bilocale di via Trento a Lecco, si apre uno scenario difficile. Due le strade percorribili: scegliere le condizioni poste dal magistrato e chiudere subito con la sua permanenza in Italia, oppure farsi rinviare a giudizio con il rischio di vedersi infliggere una condanna più pesante, dovendo anche rinunciare ai benefici previsti dai riti alternativi come il patteggiamento e, comunque senza riuscire a evitare l'espulsione. Per ora i suoi avvocati, Roberto Tropenscovino e Ruggero Panzeri di Lecco stanno riflettendo sul da farsi e non hanno ancora dato una risposta.
Non tutti i lecchesi contro Azouz Marzouk. Se i suoi 'nuovì vicini di casa l'altra sera lo hanno accolto con qualche insulto e promettono una petizione per farlo 'sloggiarè, questa mattina il tunisino vedovo di Erba ha potuto fare la sua prima 'passeggiatà per andare a fare la spesa raccogliendo sorrisi, abbracci e strette di mano dalla gente che ha incontrato per strada.
Sono le due facce dell'accoglienza che in queste ore i residenti del capoluogo lecchese stanno mostrando al 27enne finito in carcere per quasi tre mesi nell'ambito di un'inchiesta per droga condotta dalla Guardia di Finanza di Erba e coordinata dalla Procura di Como.
Così, mentre per domani sera Forza Nuova Lario si accinge a un presidio davanti alla casa di via Trento dove Azouz deve trascorrere gli arresti domiciliari, oggi a pranzo proprio una di quelle persone che aveva brontolato l'altra sera, ha bussato alla porta del bilocale al pianterreno con in mano un piatto di pastasciutta.
"Sono molto soddisfatto per come oggi la gente si è comportata nei confronti di questo ragazzo ' commenta radioso l'avvocato Roberto Tropenscovino ' dimostra che i lecchesi sono gente dal cuore in mano e che solo uno sparuto gruppo si sta dimostrando ostile». Il legale stamani l'ha accompagnato a far la spesa in un piccolo supermercato ad una cinquantina di metri di distanza, da un fruttarolo e in tabaccheria Una 'passeggiatà durata un'ora e seguita passo dopo passo da giornalisti, fotografi e cameraman. Poi dritti a casa, come prevede l'ordinanza del Gip di Como Luciano Storaci.
Un gruppo di donne manifesta davanti alla sede del quotidiano ''Il Foglio'', diretto da Giuliano Ferrara, a difesa della legge 194. 'La maternita' non e' una fatalita', ma una scelta responsabile'', è uno degli slogan