Italia News
        

Leggi il giornale         Prova GRATUITA
Scopri le nostre edizioni locali

Cronaca

LA MALAPASQUA

Ecco le feste amare di Napoli:
spazzatura anche in salotto

Il vicecommissario: "Niente raccolta, tenere a casa i rifiuti". Poi il ripiego: Ma solo carta e cartone, che non puzzano". Gli albergatori: "E' crisi nerissima". Dalla Regione sgravi per 20 milioni Commenta

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Una scena di protesta per la situazione dei rifiuti in Camapia NAPOLI, 22 marzo 2008 - NATALE con i tuoi, Pasqua con i rifiuti. Si andrebbe così a prendere alla lettera quello che il vice commissario delegato per l’emergenza rifiuti, il generale Franco Giannini, ha dichiarato l’altroieri nell’aula consiliare della provincia di Caserta. «Lancio un invito ai cittadini: in vista delle festività pasquali si cerchi di trattenere, almeno fino al prossimo mercoledì, i rifiuti, soprattutto carte e cartoni da imballaggio». Adesso dal commissariato si precisa: era solo un invito ed era riferito solo a carte e cartoni, che non puzzano.

Una indicazione suggerita dal fatto che a Pasqua e Pasquetta i servizi di raccolta saranno parzialmente ridotti e dalla tegola giunta dalla Germania: a causa della necessità di rivedere le traduzioni giurate e del fatto che il venerdì santo è una festività sacra, i tedeschi hanno fatto sapere che l’accordo per l’invio dei rifiuti negli impianti dei Lander — a 210 pregiati euro la tonnellata — sarà certamente firmato, ma solo tra martedì e mercoledì. Ergo, i treni non partiranno prima di giovedì e fino ad allora toccherà arrangiarsi, con oltre 150mila tonnellate ancora in strada a far vergognare l’Italia davanti al mondo.

A VEDERLA da qui, nel quattordicesimo anno di grazia dell’emergenza napoletana, la marea dei rifiuti è un po’ calata, ma è sempre il segno del rango attributo alle comunità. Meno conti, più puzzi. A Napoli, infatti, l’emergenza sembra quasi superata. «Ero venuto qui da Sorrento, dove sono in vacanza con mia moglie, per vedere la città sommersa dai rifiuti — dice sorridendo Glen Milton, di Birmingham — ma non ho visto nulla del genere. E i miei amici mi prenderanno in giro: ma ci sei stato davvero a Napoli?». Ma nella provincia, dove le tv straniere non vanno, la musica è ben diversa: a parte Pozzuoli, poco è cambiato dalla fase calda della crisi.

DEL RESTO anche De Gennaro non può andar oltre il suo difficile e limitato mandato. La sua mossa numero uno per far fronte al rinvio deciso dai tedeschi doveva essere la apertura di Marigliano, la numero due l’invito a tenersi qualche giorno in casa cartoni e imballaggi. Ma il generale ha debordato facendo una mezza frittata. E il messaggio rilanciato dalle agenzie di stampa internazionali è stato quello di una emergenza ciclica, ancora una volta incontrollabile: e per il turismo campano è un altro colpo basso. «Nel 2007 — accusa Pasquale Gentile, presidente di Federalberghi napoletana — abbiamo avuto un calo del 10% delle presenze, il 12% fra gli stranieri, e febbraio è andato anche peggio: per fortuna che è un mese di scarsa importanza nel bilancio turistico della regione».

Nell’associazione degli albergatori i ‘duri’ parlano di serrata, o comunque di proteste clamorose per il 31 maggio: si deciderà la prossima settimana. Certo è che il governatore Bassolino ha fiutato il rischio di un ennesimo colpo all’immagine e ieri ha annunciato un pacchetto con 20 milioni di euro di aiuti agli albergatori, sotto forma di defiscalizzazione degli oneri previdenziali e in conferenza stampa ha sostenuto che «i rifiuti ci sono, ma nella stragrande maggioranza dei posti della Campania si può venire a Pasqua e anche dopo».

LO SFORZO di salvare la Pasqua napoletana è palpabile. Solo mercoledì era bastato l’ennesimo sciopero degli addetti per mettere in crisi il precarissimo equilibrio e Napoli era tornata riempirsi di rifiuti: tra 1.300 e 1.500 tonnellate. Sparse dappertutto, anche nella centralissima via Toledo. L’Asia, la municipalizzata napoletana, ha messo in strada tutti i mezzi a disposizione e già venerdì sera aveva ridotto le tonnellate in strada a 680, mentre ieri venivano stimante in poco più di 500. Lo sforzo di pulizia è concentrato su Napoli città, dove, almeno nelle aree abitate, di sacchetti in strada non c’è manco l’ombra, mentre De Gennaro ha organizzato una operazione straordinaria su Pozzuoli, che ieri era sgombra di ogni tipo di rifiuto.



IL GUAIO è quello che succede tutto attorno, nelle stazioni della via crucis dei rifiuti che si dipanano per la sterminata cintura napoletana e hanno punti dolentissimi anche nel Casertano. Ad Acerra anche ieri le strade periferiche erano costellate di mucchi di rifiuti e così a Nola, Torre Annunziata, Quarto. Restano in strada tra 150 e 160mila tonnellate di spazzatura e ci resteranno ben oltre le elezioni in un clima da tutti contro tutti, con il sito di Ferrandelle/Santa Maria La Fossa nel quale lo sversamento è perennemente a rischio: ora delle proteste delle popolazioni, ora di quelle dei lavoratori dei consorzi di smaltimento che si fanno una triste guerra tra poveri. E con Marigliano che dopo un destino da araba fenice (che apra ognun lo dice, quando non si sa) è diventata da ieri sera la sorpresa nell’uovo di Pasqua napoletano, con un via vai di autocarri carichi di ecoballe. A volte, come all’ombra del Vesuvio sanno come pochi altri, bisogna accontentarsi.

dall’inviato ALESSANDRO FARRUGGIA

 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

Aborto, sit in davanti alla sede del Foglio di Giuliano Ferrara

Aborto, donne in sit-in
in difesa della 194

Un gruppo di donne manifesta davanti alla sede del quotidiano ''Il Foglio'', diretto da Giuliano Ferrara, a difesa della legge 194. 'La maternita' non e' una fatalita', ma una scelta responsabile'', è uno degli slogan