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SARDEGNA

Trovata morta nel bagagliaio dell'auto
"Un sequestro finito in tragedia"

Il corpo di Dina Dore, 38 anni, è stato scoperto all'alba. Ha combattuto prima di essere tramortita con un corpo contundente, mentre la bambina di appena 8 mesi probabilmente gridava

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Dina Dore, rapita e uccisa in Sardegna Nuoro, 27 marzo 2008 - Tragica svolta nel presunto sequestro di Dina Dore, la donna sparita nella tarda serata di ieri a Gavoi, in provincia di Nuoro. La donna, che si pensava fosse vittima di un rapimento, è stata trovata morta verso le 2.30 del mattino nel bagagliaio della sua auto parcheggiata nel cortile di casa.

 

Dina Dore, 38 anni, è stata aggredita alle spalle, ha combattuto prima di essere tramortita con un corpo contundente, mentre la bambina di appena 8 mesi, probabilmente gridava per la paura. Questa la ricostruzione degli investigatori che indagano sulla morte della moglie del facoltoso dentista, molto noto a Gavoi, Francesco Rocca, 39 anni, esponente politico provinciale di An, con studi a Nuoro e Oristano.

 

La donna è arrivata a casa della madre con la bambina, intorno alle 18,30. Ha aperto il garage della casa di via Sant'Antioco 64, è entrata ed è scesa per andare verso le scale. Secondo la polizia qui una, o più persone, l'hanno aggredita alle spalle, lei si è difesa ed è in quel momento che le è arrivato il violento colpo, probabilmente hanno usato un calcio di pistola o di fucile. Dina Dore è stata colpita sulla parete sinistra della fronte, si vedeva l'osso, dicono gli investigatori, da lì ha perso molto sangue, ma anche dalla nuca quando ha battuto la testa dopo la colluttazione con gli aggressori.

 

E' stata poi avvolta completamente con il nastro adesivo per pacchi fino alla testa, il nastro copriva bocca e naso. "In quelle condizioni - dicono gli investigatori - sarebbe spirata dopo qualche minuto". Successivamente è stata chiusa nel cofano della Punto. Qui si aprono alcuni interrogativi: che necessità vi era di 'impacchettare' il corpo della donna, che probabilmente era già priva di sensi, e poi rinchiuderlo nel bagagliaio della Punto? Forse si voleva tardare il momento del ritrovamento del corpo come poi è avvenuto.

 

Dubbi anche sul tipo di azione: rapina o sequestro di persona finito male? A giudicare come sono andate le cose, la Polizia di Nuoro e Gavoi pensa all'opera di una banda di balordi, poco esperti, che si son fatti sfuggire di mano la situazione. 

 

 Secondo le ricostruzioni l'aggressione alla donna è avvenuta alle 18.30-18.45 ed è a quell'ora che una vicina sente la bambina piangere, ma nondà al fatto grande importanza. In serata la Polizia del commissariato di Gavoi, in borghese, si è recata a casa sua per apprendere ulteriori particolari di quei momenti. Dopo il vuoto, si racconta di qualcuno che dopo aver visto la porta del garage aperta ha avvisato un parente del marito che poi ha chiamato il dentista, ma la ricostruzione non è certa.

 

Certo invece è che il marito, giunto a casa intorno alle 21, trova la bambina, teme un sequestro e chiama il 113. Scatta l'allarme in tutta la Sardegna, la Polizia scientifica arriva a Gavoi dopo le 23, solo alle 2,30 uno dei poliziotti aprirà il cofano e scoprirà il corpo di Dina Dore in un lago di sangue. Oltre alle macchie repertate sul pavimento del garage, infatti, la donna ha perso molto sangue all'interno dell'auto.

 

Qui si aprono gli interrogativi sul perché nessuno dalle 21, e anche prima quando il marito è rientrato a casa, e fino alle 2.30, abbia avuto l'idea di aprire il bagagliaio. "Tutti pensavano ad un sequestro, nessun particolare faceva pensare che la donna fosse stata chiusa nell'auto", ha detto ad Apcom il Pm della Dda di Cagliari che conduce le indagini, Danilo Tronci. E sulle cause della morte precisa: "Solo l'autopsia stabilità la causa della morte di Dina Dore". E implicitamente esclude che nell'auto la donna fosse ancora viva mentre all'esterno gli esperti della Polizia scientifica effettuavano i rilevamenti rispettando un rigido protocollo che impone di non confondere le tracce sul luogo del delitto.

 

E' probabile, quindi, che la donna sia morta subito. Domani mattina sarà affidato l'incarico al medico legale che eseguirà l'autopsia all'ora di pranzo. "Le procedure andavano rispettate", sottolinea Tronci, "se poi si scoprirà che la donna era ancora viva quando si stavano facendo i rilevamenti, allora ci prenderemo le nostre responsabilità, ma non credo sia andata così". C'è una certa sicurezza, quindi, da parte degli investigatori in questo senso, che smorza le polemiche nate stamattina. Domani se ne saprà di più. Intanto proseguono le perlustrazioni sul territorio e sembra, ma la notizia non è certa, che un auto abbandonata sia stata ritrovata vicino al lago di Gusana. La polizia pensa possa essere quella usata dai malviventi per scappare dal dedalo di viuzze nel quale è infilata via Sant'Antioco.

 

Gli investigatori, oltre ai vicini di casa e il marito, ieri notte e stamani, hanno sentito tante altre persone per capire come possa essere maturato un fatto del genere, che ha visto una donna felice, con una bambina di otto mesi, morire probabilmente per mano di alcuni incoscienti, e perché sia stata uccisa così.
Per tutta la giornata si sono susseguite le visite da parte di parenti e conoscenti della famiglia Rocca, molte le facce commosse e i commenti "sulla crudeltà" del delitto. Il marito non ha rilasciato dichiarazioni, è chiuso nel suo dolore. In paese i negozi hanno chiuso alle 19 in segno di lutto. Una fiaccolata di solidarietà si è snodata per le vie del paese. Gli abitanti di Gavoi si sono stretti intorno alla famiglia Rocca. Il padre del dentista, già sindaco del paese, nel 1974 e nel 1982, sfuggì a due tentativi di sequestro.

 

LA PISTA DELLA QUESTURA

Dina Dore sarebbe stata uccisa in un tentativo di sequestro fallito. Lo ha detto il portavoce della questura di Nuoro, Fabrizio Mustaro.  "È stato un sequestro finito in maniera tragica", ha detto il dirigente della questura, confermando che gli inquirenti al momento seguono l'ipotesi di un'aggressione nel corso di un rapimento.










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