Roma, 27 marzo 2008 - I carabinieri della compagnia di Trani (Bari) hanno arrestato quattordici persone in una operazione anti-droga denominata "Again". Ne dà notizia un comunicato dei carabinieri.
Il primo maggio scorso - riferisce il comunicato - incuranti della perdita di due loro giovani affiliati dovuta a un incidente stradale avvenuto a Bisceglie mentre correvano su un ciclomotore per consegnare droga, i "pusher" non esitavano a spacciare anche durante i funerali dei due complici.
E' quanto hanno accertato i militari nel corso di un'attività d'indagine avviata in seguito al tentato omicidio di Giovanni Leuci, il 27 gennaio dello scorso anno. La morte del Leuci, poi arrestato dai militari nel corso di un'altra operazione denominata "Cerbero", avrebbe infatti consentito alle leve emergenti - aggiunge il comunicato - di conquistare la leadership dello spaccio nel centro storico del paese.
L'operazione odierna, con l'esecuzione delle 14 ordinanze di custodia cautelare in carcere, ha invece permesso di sradicare un'organizzazione di giovani "pusher" oramai pronti - nota il comunicato - a diventare un vero e proprio gruppo criminale dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti in particolare nella centrale "piazza del pesce", luogo rinomato tra i tossicodipendenti, dove acquistare le dosi.
L'indagine ha consentito di accertare che, per poter svolgere l'attività di trasporto e spaccio di marijuana, l'organizzazione utilizzava - aggiunge il comunicato - ciclomotori proventi di furto, mezzi quindi "sacrificabili" e non ricollegabili ai pusher. Gli scooter, infatti, o venivano - precisa il comunicato - abbandonati dopo l'uso oppure venivano lanciati dai malviventi contro i militari per guadagnare agevolmente la fuga a piedi.
Proprio con uno di questi motorini, nel maggio del 2007, due giovani del gruppo, un diciassettenne e un diciottenne di Bisceglie, mentre cercavano di raggiungere un acquirente, dopo aver perso il controllo del mezzo a causa dell'elevata velocità, si schiantavano contro un albero, rimettendoci entrambi la vita.
Nonostante ciò, durante il loro funerale - sottolinea il comunicato - gli altri componenti del gruppo, senza alcuna remora, continuavano imperterriti nella loro attività. L'unica preoccupazione per uno degli affiliati più carismatici, fu quella - osserva il comunicato - di accertarsi che il suo "cuscino" di fiori si trovasse insieme a quello degli altri malavitosi, in modo da sottolineare l'appartenenza al sodalizio.
Per sfuggire ai controlli delle forze dell'ordine, solito - aggiunge il comunicato - era anche l'utilizzo di termini criptici per indicare la sostanza stupefacente, come "marmitta", "giocattolo", "sigarette", "bicicletta", "bombola", "pizze", oppure quello di indicare i luoghi d'incontro per la consegna "al castello", "alla madonna", "alla grotta azzurra", "al garage azzurro", "ai tre archi".
Proprio in uno di questi luoghi, la cosiddetta "grotta azzurra" (ovvero due stanze prese in affitto a due passi dal centrale Teatro Garibaldi), i carabinieri, durante l'irruzione del 28 marzo dello scorso anno, sequestravano oltre trenta dosi di marijuana e materiale per il confezionamento. L'intervento - spiega il comunicato - fu possibile solo grazie all'ausilio del servizio veterinari, pochè a guardia della "grotta" erano stati messi due grossi pitbull. Complessivamente - conclude il comunicato - l'indagine ha permesso di sequestrare oltre un chilogrammo di marijuana e di arrestare altre sette persone.
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