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IRLANDESI UCCISE

Il Riesame: "Vernarelli resta in carcere"

Il ragazzo lo scorso 17 marzo travolse e uccise due turiste sul lungotevere all'altezza di Castel Sant'Angelo. La difesa aveva chiesto i domiciliari
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Friedrich Vernarelli, il ragazzo che ha investito le due turiste Roma, 2 april 2008 - Il Tribunale del Riesame di Roma, presieduto da Antonio Lo Surdo, ha confermato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Luisanna Figliolia nei confronti di Friedrich Vernarelli, il 32enne che con la sua auto ha travolto due turiste irlandesi la notte tra il 17 e il 18 marzo scorsi all'altezza di Castel S.Angelo.

 

Il collegio ha accolto la richiesta del pm Andrea Mosca che aveva insistito sulla conferma del provvedimento restrittivo alla luce, tra l'altro, dell'atteggiamento tenuto dall'indagato, il quale si rifiutò di sottoporsi all'esame delle urine e della sospensione della patente nel 2005 per un sorpasso in corsia preferenziale con invasione dell'altra corsia che avrebbe potuto provocare altri incidenti mortali. Da parte sua, l'avvocato Giovanni Marcellitti aveva chiesto che venisse applicata una misura meno grave del carcere, come gli arresti domiciliari, idonei a salvaguardare le esigenze cautelari.

 

Per il penalista, non sussiste il pericolo di fuga perchè Vernarelli ha un'abitazione stabile a Roma, una famiglia e un lavoro, nè quello di reiterazione del reato perchè gli è stata ritirata la patente. Non c'è, inoltre, il rischio di inquinamento probatorio perchè tutti gli accertamenti tecnici sono stati effettuati. Il legale aveva presentato una consulenza redatta dalla tossicologa forense Valeria Ottaviano, secondo cui l'esame del sangue è quello più idoneo entro tre ore e mezza in media per verificare se un soggetto è sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, contestando quanto sostenuto, invece, dal gip che aveva stigmatizzato il comportamento di Vernarelli che si rifiutò di sottoporsi alle analisi delle urine.

 

Per l'esperta, queste ultime possono dimostrare un'assunzione pregressa non temporizzabile, da un'ora e mezza a tre giorni prima. Marcellitti aveva precisato, inoltre, che l'articolo 187 del codice della strada sulla guida in stato di alterazione psicofisica per uso di sostanze stupefacenti prevede genericamente il prelievo di campioni biologici. Quanto alle pupille miotiche, che secondo il gip potevano essere indice di assunzione di droghe, per la tossicologa le cause sono molteplici. Tra queste anche il passaggio dall'oscurità alla luce intensa o la visione di oggetti molto vicini, l'iniezione di sostanze usate in oculistica.

 

E ancora, gli oppiacei, l'alcool e una situazione di stress. Nel caso di Vernarelli la miosi potrebbe essere stata determinata dalla combinazione degli ultimi due fattori. L'avvocato Marcellitti aveva segnalato anche l'insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza perchè il testimone oculare, M.R., portato al pronto soccorso, non aveva riconosciuto in Vernarelli la persona che era alla guida dell'auto e che era scesa subito dopo l'incidente. Aveva dato una descrizione (alta un metro e ottanta, portava occhiali probabilmente da vista, maglia scura con righe, nessun giubbotto o cappello) che non collima con quella fornita da S.G., brigadiere dei carabinieri che, a distanza di duecento metri, notò l'auto incidentata ferma con nessuno a bordo e accanto alla Mercedes un uomo con un giubbotto scuro, cappello tipo Borsalino e senza occhiali.

 

Non è escluso che il penalista solleciti un approfondimento investigativo per rilevare, per esempio, le impronte digitali sul volante al fine di dissipare qualsiasi dubbio. Di quella notte Vernarelli ricorda che si trovava in auto con due persone che parlavano inglese, conosciute in un pub a San Lorenzo, e che dopo l'incidente fuggirono. A questo punto la difesa valuterà se impugnare in Cassazione la decisione del riesame.

 

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