Al dottore dapprima sono stati revocati i domiciliari, poi gli sono stati riconcessi. Il medico è indagato per la morte di un'anziana donna dopo tre interventi, in uno dei quali le sarebbe stato asportato un rene sano
Roma, 8 aprile 2008 - Telefonava in ospedale nonostante fosse ai domiciliari ed è stato quindi trasferito in carcere poco prima dell'interrogatorio. Davanti al giudice, poi, Marco Basile, il chirurgo dell'ospedale di Pescara arrestato la settimana scorsa per la morte di una paziente, si è scusato per il suo atteggiamento e ha fornito la sua versione dei fatti, ottenendo di nuovo la custodia cautelare in casa. ''Ma il quadro resta immutato'', ha detto il Gip Luca De Ninis.
LA COMMISSIONE AL LAVORO
Al via i lavori della Commissione d'inchiesta del ministero della Salute sul caso Basile. Questa mattina, nella direzione generale dell'Ausl di Pescara, si è infatti riunita la commissione voluta dal ministro Livia Turco, per fare luce sulla vicenda che ha visto protagonista Marco Basile, il medico dell'ospedale civile di Pescara, arrestato dalla squadra mobile con l'accusa di soppressione di atto pubblico, falso ideologico in atto pubblico e omicidio colposo.
«I componenti della commissione - spiega Antonio Balestrino, direttore generale dell'Azienda sanitaria pescarese - hanno preso conoscenza delle strutture e hanno iniziato a esaminare il caso, coadiuvati dal direttore sanitario del presidio ospedaliero, Valerio Fortunato, e da due dirigenti dell'Agenzia sanitaria regionale (Asr). L'indagine - conclude Balestrino - dovrebbe terminare nel giro di una settimana, dieci giorni».
La commissione del dicastero di Lungotevere Ripa è composta da Alessandro Ghirardini e da Guerino Carnevale, in rappresentanza del ministero, da Maria Zappacosta, responsabile della gestione del rischio clinico dell'Agenzia sanitaria regionale, e da Antonino Ajello, responsabile dell'area qualità della stessa Agenzia.
L'AVVOCATO: DIMOSTREREMO LA SUA INNOCENZA
"Dimostreremo l'estraneità dei fatti e l'innocenza del dottor Marco Basile. Già oggi stesso, quando verrà interrogato dal magistrato». A parlare è Pietro Di Giacinto, uno dei legali del medico dell'ospedale civile di Pescara, arrestato dalla squadra mobile con l'accusa di soppressione di atto pubblico, falso ideologico in atto pubblico e omicidio colposo.
"Non posso anticipare alla stampa la nostra linea difensiva -sottolinea Di Giacinto- ma siamo certi che sarà fatta chiarezza al più presto. Spero già da oggi, visto che alle 16 il mio assistito verrà interrogato al Tribunale di Pescara. Basile mi ha ribadito ancora una volta la sua innocenza», conclude l'avvocato che difende il medico pescarese insieme al collega Graziano Milia.
Un gruppo di donne manifesta davanti alla sede del quotidiano ''Il Foglio'', diretto da Giuliano Ferrara, a difesa della legge 194. 'La maternita' non e' una fatalita', ma una scelta responsabile'', è uno degli slogan