ROMA, 18 aprile 2008 - C’È TROPPA chimica cattiva nel cibo, nei tessuti, nei giocattoli dei bambini. Ci sono bevande, marmellate e dolcetti dai colori seducenti che sono sospettati di causare iperattività e perdita di concentrazione nei più piccoli. Esotiche bambole provenienti dalla Cina che contengono coloranti proibiti. Pigiamini che giungono da India ed Egitto indiziati di tossicità. Piccoli dinosauri di gomma venduti in edicola bloccati e perché ricchi di ftalati (cancerogeni e distruttori del sistema endocrino nelle cavie) e di olio di creosoto (cancerogeno nell’uomo). Una cosa accomuna tutti questi casi all’insegna della cattiva chimica o della globalizzazione non regolata: le vittime potenziali sono i bambini. E questa è una ragione in più per chiedere il massimo rigore e l’applicazione del principio di precauzione.
UNO DEI CASI che ha fatto più rumore è stato innescato da una ricerca dell’università di Southampton — pubblicata sull’autorevolissima rivista medica Lancet — nella quale si afferma che i coloranti E110, E122, E102, E124, E104, E129, se assunti assieme al conservante benzoato di sodio, causano nel 30% del campione analizzato — bambini tra i 3 e i 10 anni — superattività e perdita di concentrazione. La Food standars agency britannica ha chiesto lo scorso 11 aprile che il ministero della Sanità britannico inviti i produttori a eliminare entro il 2009 i sei coloranti e promuova una azione simile anche presso l’UE. Al commissario europeo Androula Vassiliou si è appellata anche la direttrice del Beuc, l’associazione europea per i consumatori.
MA I COLORANTI sono usati in almeno 1000 prodotti alimentari, e Bruxelles frena. Anche l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare di Parma (che l’anno scorso ha bandito il colorante E128), per il momento ci va con i piedi di piombo. Ha escluso che basti lo studio inglese («troppo limitato») per bloccare i sei coloranti, ma ha ribadito che «tali coloranti sono all’esame dell’Efsa».
E ci vorrà tempo. Altrove, nel dubbio, ha invece prevalso il principio di precauzione. L’E102 è infatti vietato in Norvegia e Austria; l’E 104 negli Stati Uniti, Giappone, Australia e Norvegia; l’E110 in Norvegia, Svezia e Finlandia; l’E122 in Usa, Giappone, Svezia e Norvegia; E124 in Norvegia e Stati Uniti; l’E129 in Austria e Norvegia. Cosa aspettiamo a imitarli?
E NON CI SONO solo i sei coloranti sopracitati. Qualche giorno fa, grazie ai controlli della dogana e del Nas, sono state bloccate a Piacenza 2938 bambole Lilybel e 1002 Winx Enchantix provenienti dalla Cina e prodotte con coloranti altamente tossici. La ‘Giochi Preziosi’, che le importava, ha fatto sapere che ritirerà al più presto questi giocattoli dal mercato, ma accadrà lo stesso con importatori meno seri?
Una indagine di Altroconsumo ha poi alzato il velo sul problema dei pigiamini contaminati da prodotti chimici. Su un pigiamino della linea Blukids di Upim — di fabbricazione indiana — è stata riscontrata la presenza (52 ppm, sopra il limite consentito di 30 ppm) di un colorante azoico che rilascia un’ammina cancerogena. Nel pigiamino Textbasic di Carrefour, di fabbricazione indiana, è stata invece riscontrata la presenza di ftalati. Proprio come in una pigiamino della Tezenis, di fabbricazione egiziana. Carrefour e Upim li hanno subito ritirati, Tezenis ha avvertito che il prodotto non è più in vendita, ma siamo sicuri che altri produttori, magari meno grandi e responsabili, possano garantire che i loro prodotti sono a posto?
E DULCIS in fundo — dulcis? — ci sono i dinosauri. Trentamila piccoli dinosauri di gomma di produzione cinese allegati al numero 70012 della rivista ‘Piccoli cuccioli’ e risultati contaminati con ftalati e con il famigerato olio di creosoto. Il 10 aprile il ministero della Salute ne ha disposto l’immediato sequestro e 29mila sono stati ritirati e messi in sicurezza. E i mille che mancano all’appello?
di ALESSANDRO FARRUGGIA
Un gruppo di donne manifesta davanti alla sede del quotidiano ''Il Foglio'', diretto da Giuliano Ferrara, a difesa della legge 194. 'La maternita' non e' una fatalita', ma una scelta responsabile'', è uno degli slogan