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IN MORTE DI UN PARTIGIANO

Niente 'Bella ciao' ai funerali?
La famiglia sceglie il rito civile

Pordenone, il sogno di Egidio Cozzi, 80 anni, era di essere salutato col canto dei partigiani. Ma in questa storia da Peppone e don Camillo si è messo di mezzo il parroco, che ha vietato la banda Commenta

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Partigiani festeggiano la liberazione PORDENONE, 3 maggio 2008 -  Se c'era una cosa di cui andava fiero il signor Egidio Cozzi, 80 anni, era di essere stato partigiano.  E così, quando il vecchio partigiano è passato a miglior vita, la famiglia ha pensato di salutarlo da par suo, facendo cantare l'inno-simbolo della resistenza ai funerali, 'Bella ciao'.

Era proprio un suo desiderio, una cosa che ripeteva spesso negli ultimi anni.  

Ma la trovata non è piaciuta per nulla al parroco di Castelnuovo del Friuli (Pordenone), roccaforte partigiana della destra Tagliamento. Don Renato D'Aronco, non ha voluto sentir ragioni, e ha rifiutato di ospitare nella sua chiesa la banda che avrebbe dovuto intonare il canto dei partigiani.

 

Ma la famiglia non ha certo abbozzato: "Non vuole Bella ciao? Niente funerale religioso". E così l'addio a Egidio Cozzi è stato fatto con rito civile. Ovviamente la banda ha potuto eseguire la tanto amata 'Bella Ciao', e anche tutte le canzoni patriottiche care all'anziano partigiano.

 

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