Il luminare della cardiochirurgia infantile, 'recluso' nella sua stanza d'Hotel, parla della pedopornografia: "È un reato ritrovarsi con foto o messaggi ricevuti sul cellulare?"
Roma, 8 maggio 2008 - Il cardiochirurgo pediatrico Carlo Marcelletti, agli arresti domiciliari da due giorni perché indagato per truffa aggravata ai danni dello Stato, peculato, concussione e detenzione di materiale pedopornografico, sarà interrogato questo pomeriggio dal gip di Palermo.
Ieri Marcelletti è stato sospeso dal servizio dall'azienda ospedaliera Civico e, in via cautelativa, anche dall'Ordine dei medici chirurghi di Roma. La procura di Palermo, che ha presentato ricorso al tribunale del riesame contro la concessione degli arresti domiciliari, ha ascoltato ieri pomeriggio una tredicenne con la quale il primario di cardiochirurgia del Civico avrebbe scambiato centinaia di Smm ed Mms a sfondo sessuale.
Le accuse nei confronti di Marcelletti non vengono però ritenute attendibili dai familiari dei piccoli pazienti del professore che, per manifestare solidarietà al medico, hanno organizzato per questa sera a Palermo una fiaccoltata.
SMS HARD, LA TREDICENNE CONFERMA TUTTO
La Procura e il Gip di Palermo hanno avviato le procedure per l'intervento del tribunale dei minorenni, nella vicenda del cardiochirurgo Carlo Marcelletti, agli arresti domiciliari da ieri con le accuse di truffa, peculato, concussione e detenzione di materiale pedopornografico. I magistrati minorili stanno adesso valutando il comportamento dei genitori della tredicenne con cui Marcelletti avrebbe avuto rapporti: il tribunale potrebbe anche decidere che la ragazzina, appartenente alla 'Palermo-benE', venga tolta alla famiglia e affidata a un istituto.
La decisione è attesa nei prossimi giorni. Intanto, secondo quanto si è appreso, sarebbero decine e decine, se non proprio centinaia, gli sms che sarebbero stati scambiati da Marcelletti con la ragazzina, figlia di un'amica del chirurgo pediatrico. Gli sms erano stati inviati a commento di altri messaggi-video, gli mms, spediti e letti in precedenza, e dal contenuto che in ambienti investigativi viene definito 'inequivocabile'. Gli inquirenti avevano messo il cellulare del medico sotto controllo per le vicende riguardanti gli appalti e le operazioni effettuate in regime 'intra moenià e si sono imbattuti in messaggi di ben altro tipo.
Secondo quanto si è appreso, l'intercettazione degli mms non sarebbe stata autorizzata dal Gip e il loro contenuto è stato ricostruito grazie ai successivi sms di commento. Sempre in ambienti investigativi è emerso che Marcelletti si sarebbe fatto passare per il proprio figlio e alla ragazzina avrebbe fatto credere di essere molto più giovane, quasi suo coetaneo, per poi rivelare la propria reale identità.
La giovanissima (che usava il cellulare della madre) è stata ascoltata in Procura, alla presenza di una psichiatra, e ha confermato tutto. Sebbene non abbia ritenuto di dare l'autorizzazione ad intercettare gli mms, il gip Pasqua Seminara aveva ipotizzato la possibilità di contestare l'accusa di violenza sessuale. Ma la possibilità di aggravare le accuse spetta ai pm Fabrizio Vanorio e Caterina Malagoli, che hanno ritenuto di non esercitarla. I due rappresentanti della Procura hanno intanto fatto ricorso al tribunale del riesame contro il mancato arresto in carcere di Marcelletti, al quale il gip, nonostante la richiesta dei pm, ha concesso i domiciliari. Il cardiochirurgo sarà sottoposto domani alle 16 al primo interrogatorio.
LUI SI SFOGA: E' UNA TRAPPOLA
"Quando 'recluso' nella sua stanza dell'Hotel Addura, a due passi da Mondello, ha saputo che Ignazio Marino e altri suoi colleghi invocano l'espulsione dall'Ordine dei medici, Carlo Marcelletti ha sbuffato. Ha sbuffato contro 'i soliti scacallì. Confermando le frizioni di sempre: 'C'è un collega che manovra qualche familiare. È una trappola. È l'ora degli sciacalli...'".
Sono queste le "poche frasi attribuite al professore" Carlo Marcelletti e riferite dal 'Corriere della Sera' all'indomani dell'indagine che ha portato ai domiciliari il cardiochirurgo siciliano con le accuse di truffa, peculato, concussione e detenzione di materiale pedopornografico.
Agli avvocati, riferisce ancora il quotidiano, il chirurgo "nega l'accusa di pedopornografia: 'È un reato ritrovarsi con foto o messaggi ricevuti sul cellulare?'" avrebbe detto il chirurgo. "È l'unica breccia -riferisce ancora il giornale- aperta nel riserbo generale. Per scelta dell'imputato eccellente. 'Il silenzio farebbe pensare a qualcosa di eclatantè".
"E di eclatante per lui -continua il giornale- non c'è nemmeno l'accusa del denaro chiesto ai genitori dei piccoli pazienti: 'Donazioni da 210, 200, 400 euro fino ad un massimo di 2.200 per un totale di 15mila euro...'. Cifre lette e rilette agli avvocati Roberto Tricoli e Carmelo Piazza per dire che deve esserci un abbaglio sulla storia della Onlus".
Ha ricevuto la laurea honoris causa. Il titolo accademico è stato conferito a Macerata nell’auditorium ‘Svoboda’ dal direttore Anna Verducci. La mostra è allestita alla Galleria Antichi Forni e alla Galleria dell’Accademia in piazza della Libertà