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BLITZ CONTRO LA 'NDRANGHETA

Arrestate dieci persone nella Locride,
anche la madre e la sorella di un boss

Operazione legata alle indagini sulla strage di Duisburg dell'agosto scorso. I provvedimenti firmati dal sostituto procuratore Nicola Gratteri, lo stesso magistrato nella cui stanza qualche giorno fa fu rinvenuta una cimice

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Carabinieri Reggio Calabria, 9 maggio 2008 - Omicidi, traffico, detenzione e porto illegale d'armi anche da guerra e di esplosivo, controllo del territorio e delle attrività produttive attraverso l'acquisizione diretta o indiretta del controllo delle attività economiche con l'aggravante dell'associazione armata. Queste le attività contestate a vario titolo alle 10 persone raggiunte da provvedimenti restrittivi nell'ambito dell'operazione, denominata in codice «Zaleuco» (dal nome del filosofo-legislatore di Locri), è portata stamni a compimento dai carabinieri nella locride, contro i clan di San Luca protagonisti della faida sfociata l'estate scorsa nella stragedi Duisbur.

 

I provvedimenti sono stati firmati dal sostituto procuratore Nicola Gratteri, lo stesso magistrato nella cui stanza qualche giorno fa fu rinvenuta una cimice che serviva, presumibilmente a controllare e registrare i movimenti dello stesso pm antimafia.

 

Gli indagati, secondo l'accusa, avevano dato vita ad un'organizzazione transnazionale, con ramificazioni in Germania, in particolare nei territori di Kaarst e Duisburg. All'esecuzione dei provvedimenti emessi dalla Dda di Reggio Calabria hanno preso parte i Carabinieri del gruppo di Locri con il supporto del reparto «Cacciatori d'Aspromonte» e del nucleo elicotteri di Vibo valentia.

 

Gli arresti sono stati eseguiti a San Luca, Bovalino, Benestare, nel reggino, oltre che a Bologna ed Udine. Nel mirino i clan Nirta-Strangio e Pelle-Vottari. Tra gli arrestati personaggi di spicco delle 'ndrine di S. Luca e Platì, tra cui Francesco Barbaro, 81 anni, detto «u castanu», il quale, sebbene già detenuto, secondo l'accusa, dirigeva dal carcere di Carinola (Avellino) gli affari della «famiglia»; Giuseppe Pelle, 48 anni, detto «Saccu iancu», figlio del boss latitante Antonio «Gambazza», inserito nella lista dei 30 latitanti più pericolosi; Liana Benas, 68 anni, residente a Codroipo (Ud); Gianfraco Cocilovo, 59 anni, di Bologna, imprenditore; Giovanni Marrapodi, 31 anni, di S. Luca, odontotecnico; Domenico Mammoliti, 26 anni, di benestare; Paolo Nirta, 31 anni, detto «Versu», di S. Luca, pizzaiolo; Maria Pelle, 32 anni, di S.Luca (sottoposta agli arresti domiciliari), moglie di Francesco Vottari; Antonio Romano, 19 anni, di S. Luca; Antonella Vottari, 33 anni, residente a Benestare, sorella del latitante Francesco Vottari.

 









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