Italia News
SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI
PESTAGGIO MORTALE A VERONA

Funerali privati per Nicola Tommasoli
"Colpito al volto da un calcio di Veneri"

Cerimonia senza autorità nella chiesa di San Bernardino. Il vescovo durante l'omelia: "Solo il silenzio parla". Il ragazzo sarebbe stato colpito da un calcio in faccia sferrato da Nicolò Veneri

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Il luogo dove è stato picchiato Nicola Tommasoli Verona, 10 maggio 2008 - Si sono tenuti oggi a Verona i funerali di Nicola Tommasoli il 29nne di Negrar ucciso dalla violenza di un gruppo di giovani per avere rifiutato una sigaretta. La cerimonia si è svolta in forma privata così come è stato richiesto dalla famiglia ma non a Negrar, paese d'origine del giovane bensì a Verona la città dove ha trovato la morte.

 

La bara di legno chiaro è stata accompagnata dalla corona di fiori mandata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, portata da due carabinieri in alta uniforme nel chiostro e nella chiesa del quindicesimo secolo di San Barnardino dove si è svolta la cerimonia per l'ultimo saluto a Nicola Tommasoli. Presenti solo i parenti e gli amici le telecamere e i giornalisti sono stati lasciati fuori.

 

Una cerimonia intima in cui la famiglia Tommasoli ha potuto stringersi nell'affetto di chi ha conosciuto Nicola. Intanto i cinque giovani accusati di omicidio si trovano a poca distanza nel carcere di Montorio e il patto d'omertà sta cominciando a cedere. Si stanno, infatti, delineando responsabilità di chi quella sera del 30 aprile ha sferrato il calcio che è stato fatale a Nicola Tommasoli.

 

Nell'omelia del vescovo di Verona Giuseppe Zenti giungono parole di conforto per la famiglia. "Nicola - dice il prelato - è vivo nel cuore dei suoi genitori e di suo fratelli e della sua fidanzata". Al termine della cerimonia funebre il feretro di Nicola è stato portato al cimitero monumentale dove riposerà.

 

''Solo il silenzio parla, ma sono qui per farmi interprete di quel grande abbraccio collettivo al papa' e alla mamma di Nicola, che ogni veronese vorrebbe riservare loro'': cosi' si e' espresso nell'omelia il vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti, nel corso della cerimonia funebre per Nicola Tommasoli.

 

Per rispettare la volonta' della famiglia, alla cerimonia non e' presente alcuna autorita', ad eccezione del comandante della Compagnia Carabinieri di Verona, magg. Giuseppe Serlenga. Nel sottolineare di volersi fare portavoce ''delle parole di conforto che ognuno vorrebbe sussurrare'', mons. Zenti si e' rivolto ai familiari manifestando il proprio apprezzamento per la scelta di un funerale in forma privata. ''Avete scelto opportunamente un rito lontano dai fari televisivi e mediatici - ha affermato nel corso dell'omelia -. Anche il dolore ha la sua sacralita'''.

 

Nessun accenno diretto e' stato fatto dal prelato ai presunti autori del pestaggio, pur ribadendo che ''la vita e' per essere vissuta non per essere stroncata, magari in una notte di follia''. Mons. Zenti ha poi fatto cenno alla ''logica iniqua della violenza'' e alla ''scatenata aggressivita' incontrollata'' che ha avuto per epilogo la morte di Tommasoli. ''La famiglia ha affrontato con dignita' questa tragedia - ha rilevato - e ha destato sensazione la compattezza della reazione di tutta la citta'''.

 

Il vescovo ha rimarcato la solidarieta' espressa ai congiunti di Tommasoli dalla citta': ''Verona si e' fermata e si e' interrogata. I giovani si sono interrogati sul senso della vita e i genitori sul loro ruolo educativo''. L'ultimo pensiero e' stato dedicato al giovane ucciso, ponendo l'accento sul gesto di generosita' dei genitori che hanno scelto di donare i suoi organi. ''Gesu' non ha abbandonato un momento Nicola - ha concluso il vescovo - che non si e' inabissato nel nulla: e' vivo, anche se in una dimensione diversa, nel cuore dei suoi familiari e di chi gli vuole bene''.

 

COLPO FATALE

 

A colpire al volto con un calcio Nicola Tommasoli sarebbe stato Nicolo' Veneri: il particolare emerge - come riferisce oggi il Corriere del Veneto - dall'ordinanza del gip di Verona che trattiene in carcere i cinque giovani indagati dell'omicidio del giovane veronese. Nell'ordinanza il giudice Sandro Sperandio farebbe riferimento a quanto dichiarato da Guglielmo Corsi che avrebbe fatto i nomi di Federico Perini e Nicolo' Veneri come i due del gruppo che avrebbero attaccato Tommasoli. Il disegnatore tecnico di Negrar, secondo Corsi, ''caduto al suolo era stato colpito da un calcio in faccia del Veneri''. L'ordinanza evidenzia comunque che Veneri e Perini negano ''di aver affrontato direttamente proprio il giovane poi deceduto''.

 









Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

LA FOTO DEL GIORNO

rifiuti a napoli

Rifiuti, l'Italia deferita
alla Corte europea

La commissione ha assunto la decisione perché "nonostante siano stati fatti progressi per migliorare il sistema non ci sono certezze sui tempi". Ben 70 senatori hanno firmato la mozione anti-Bassolino che sarà discussa entro 30 giorni Commenta

LEGGI LA NOTIZIA