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IMMIGRAZIONE / L'ANALISI

Hanno un lavoro ma sono clandestini:
così in Italia almeno 650mila stranieri

Primo censimento di extracomunitari senza permesso di soggiorno messo a punto dall'università di Milano Bicocca. In testa Brescia, con 32 clandestini ogni mille abitanti. Le prime dieci città sono a Nord Commenta

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Immigrati in coda Roma, 12 maggio 2008 - Sono almeno 650mila i clandestini che lavorano nelle città italiane, ma senza permesso di soggiorno. In media, 11 ogni mille abitanti. La capitale degli stranieri irregolari è Brescia, con 32 ogni mille, seguita a ruota da Mantova con circa 30 clandestini ogni mille abitanti e da altre otto città del Nord.

Sono questi alcuni dei risultati del primo 'censimento' degli extracomunitari sans papier messo a punto sulla base delle 724mila domande di assunzione presentate per il decreto flussi 2007. L'indagine è stata compiuta dal dipartimento di Demografia dell'Università Milano Bicocca per il Sole 24 Ore e per la Fondazione Ismu.

 

In base a quanto riportato dal quotidiano diretto da Ferruccio De Bortoli, "nella graduatoria delle aree ad alta densità di immigrazione clandestina le prime dieci sono nel ricco Nord e undicesima è Macerata".


La palma di città con più 'irregolari' va a Brescia, "con 32 cittadini extracomunitari senza permesso di soggiorno ogni mille abitanti, seguita da Mantova con 28,8. E scendendo s'incontrano le città del Veneto e dell'Emilia Romagna che contano un'incidenza di 20 irregolari ogni migliaio di presenze (contro gli 11 della media nazionale) e che hanno mostrato, con il voto di un mese fa, quanto profondo sia il disagio delle popolazioni locali in relazione ai problemi dell'immigrazione clandestina e della sicurezza".


"I risultati dicono che i sans papier sono almeno 650mila e aumentano all'aumentare degli stranieri regolari. Come dimostra il susseguirsi quasi identico delle prime città nelle classifiche dell'irregolarità e in quella della densità di stranieri (con permesso e senza) sulla popolazione totale. E come conferma il caso della stessa Brescia che conta anche la maggior percentuale di presenze extraUe in Italia (13,2%): nessuno stupore di questa correlazione, sottolinea il presidente della Provincia".


"Se dalle prime due classifiche si passa poi a misurare il tasso di clandestinità - ovvero quanti privi di permesso ogni cento immigrati presenti - la graduatoria si capovolge: al top salgono le città del Mezzogiorno, Crotone e Messina in testa con il 35-38 per cento. Un trend che fotografa bene da un lato il fenomeno degli sbarchi e del primo approdo di molte persone che, nel tempo, si trasferiscono al Nord e trovano una collocazione; dall'altro l'alta influenza dei clandestini su comunità comunque meno numerose".


Il censimento misura l'incidenza dell'immigrazione 'irregolare'. Ma 'irregolari' - spiega il Sole24ore - "sono anche tutti i clandestini (la maggioranza) che un lavoro ce l'hanno. Senza contratto. Per loro le domande di assunzione sono state compilate dai datori italiani e inviate al ministero dell'Interno da dicembre in poi. Il server del Viminale custodisce l'identikit di aziende e famiglie che le hanno mandate (complete di indirizzo e codice fiscale), il profilo delle attività più richieste (il 57% colf e badanti), fino alla provenienza dei lavoratori 'chiamati'".


"I pericoli delle minoranze isolate e meno inserite e, al tempo stesso, le potenzialità delle comunità integrate nei distretti economici. In Veneto, ad esempio, convivono comunità straniere numerose e diverse tra loro, con compiti altrettanto diversificati nelle famiglie e nel tessuto delle piccole imprese manifatturiere: dalla sola Venezia sono partite 4.500 richieste di assunzione per cittadini del Bangladesh, da Verona "solo" 635 per questa nazionalità e ben 5.826 per il Marocco.

A Treviso la situazione si ribalta a favore della Cina (3.600 richieste) e del Marocco (3.200). In teoria, non c'è posto per tutti. In pratica i lavoratori sono già inseriti qui e cercano a tutti i costi di regolarizzare (con l'appoggio del datore) la propria posizione in Italia".


"Immigrati, quindi, non solo da temere.
Ma anche, ormai da tempo, un motore del Paese. Le ultime stime sul peso da attribuire al loro lavoro le ha presentate l'Unioncamere e si attestano al 9,2% del Pil, sulla falsariga dell'8,2% calcolato dall'Ismu qualche mese fa. Ma anche elaborazioni più prudenti - come quelle del Sole 24 Ore e della Caritas - attribuivano agli stranieri già un anno fa oltre il 6% del totale, con picchi più elevati proprio al Nord".

 

RECORD IN EMILIA ROMAGNA

Tra le prime dieci città in Italia per densità di stranieri senza permesso di soggiorno ce ne sono cinque emiliane. Al terzo posto dopo Brescia e Mantova c'e' Modena con 25,5 clandestini ogni mille abitanti, al quarto Reggio Emilia (24,5), al sesto Parma (20,4), al settimo Bologna (20,2), al nono Piacenza (18,9).

Seguono gli altri capoluoghi della regione: Rimini e' 16/a con 16,5 clandestini ogni mille abitanti, Forli' e' 24/a (14,5), Ravenna 28/a (12,8) e Ferrara 38/a (10,8). Dei capoluoghi emiliani, solo Ferrara ha una presenza di clandestini che si attesta sulla media nazionale (11 ogni mille abitanti) mentre gli altri hanno tutti dati superiori.

  • 12/05/2008 11:15
    A CASA LORO !!!!!!!!!
    Clandestini????? Quindi facile la soluzione!!! Se lavorano non essendo in regola con i permessi di soggiorno lo fanno sicuramente in nero, per cui ulteriore danno alla faccia di chi le tasse le paga fino all' ultimo centesimo .... Rimpatrio immediato senza ma e seza se .......
  • 12/05/2008 12:26
    Ronerto-Rieti
    Non sarei così drastico come il precedente intervento - Clandestini che lavorano in nero ? Bene ! - 1) Multe salate per i datori di lavoro che sfruttano il clandestino per evadere - 2) Costringerle a regolarizzare i dipendenti pagando loro tutti i contributi, pena la chiusura dell'attività - 3) Regolarizzare il "clanestino" dal momento che ha un regolare lavoro per il suo sostentamento, pagherà le tasse e non sarà costretto a delinquele per fame. Credo che questa sarebbe una soluzione ottimale che risolve anche il problema della "solidarietà" verso gli immigrati che lavorano onestamente.
  • 12/05/2008 13:06
    antonino
    perfettamente d'accordo con roberto
  • 12/05/2008 13:14
    ALE
    Ronerto, ma se non riusciamo a risolvere i nostri di problemi (degli italiani) che lavorano in nero, pensi davvero che si riesca a risolvere quelli che vengono da noi addirittura illegalmente? Poi un' altra domanda, una volta scoperto il lavoro in nero il clandestino verrà inevitabilmente licenziato (tanto più se fai chiudere bottega), e poi come vivranno lui e i suoi famigliari senza un' entrata da lavoro? E per ultimo, legalizzato il primo, quanti altri entreranno in Italia con le stesse prospettive? Così non risolviamo nulla, anzi incentiviamo, basta sentire anche il tg poco fa, clandestini più che raddoppiati da quando gli hanno permesso di farlo, ... e ovviamente tutti devono poter vivere e mangiare ....
  • 12/05/2008 13:29
    luciano
    Il rapporto conferma che molto spesso chi predica bene non sempre si comporta di conseguenza. E' strano che proprio nel profondo nord regno della Lega si registrino piu' irregolari di tutta Italia. Forse a dar loro lavoro in nero saranno sicuramente i soliti comunisti che vogliono mettere in cattiva luce le camicie verdi!
  • 12/05/2008 13:43
    Agostino M. MARNATI
    L'Università "Bicocca" espleti uno studio del perchè un imprenditore assume un extracomunitario clandestino; lo stesso Istituto di Ricerca faccia un indagine di quanti regolari post.-lavoro, sono alla ricerca del posto di lavoro. Non si fa il bene del Paese con la strumentalizzazione!!! I clandestini devono essere rimpatriati e la clandestinità deve essere reato!!! Le imprese che hanno od assumono persone irregolari devono essere perseguite non solo fiscalmente ma anche penalmente!!! Auspichiamo che la classe politica governativa, neo eletta, sia ferma e severa ed impassibile al falso buonismo finora attuato..... Agostino M. MARNATI =Segr. Gen. Prov.le UILPS= Sindacato di Polizia.-
  • 12/05/2008 15:03
    Roberto-Rieti
    Naturalmente la proposta fatta prima vale anche per i nostri connazionali in nero - poi la mia è un'ipotesi che va ovviamente approfondita in sede politica e sociale - intensificando i controlli, una volta che fai pagare 100mila euro di multa o chiudi l'attività, credi che dopo una decina di esempi, opportunamente pubblicizzata su stampa e TV, ci sia ancora qualcuno che abbia voglia di "azzardare" per risparmiare qualche centinaio di euro nell'evasione ? - L'extracomunitario rifiutato dall'azienda è un fuori legge e pertanto va espulso - Comunque è indispensabile mostrare fermezza e severità per stroncare il malcostume - e se non si inizia a fare qualcosa, non si risolverà nulle.
  • 12/05/2008 17:37
    ALE
    No, l'extracomunitario clandestino non deve neppure entrare, quindi tanto meno lavorare se non è in regola, pensando diversamente incentiviamo solamente questi approdi di disperati che purtroppo una volta trovatosi senza lavoro(perchè lo sappiamo anche noi come vanno poi a finire queste cose, oggi lavori domani bho!!) si troveranno più disperati di prima e per giunta clandestini restano, magari a questo punto pronti a tutto per poter sopravvivere (non dico vivere) in Italia.
  • 12/05/2008 20:33
    nino
    io non riesco a capire il perchè il ministro della Romania deve dare delle indicazioni al ns governo.Se loro non vogliono che le nuove leggi si ritorceranno contro i rumeni onesti, incominciassero a non far partire i delinquenti e a far rientrare tutti i delinquenti che girano per il mondo. Allora si che inizierebbero a dare il buon esempio e a essere piu' rispettati
  • 13/05/2008 02:12
    Antonio
    Sono pienamente d'accordo con ALE, questi clandestini devono andarsene, stanno dalla parte del torto. La legge va rispettata. Non vedo perchè dovremmo regolarizzarli e fare loro un favore, quasi dovessimo ringraziarli per averci invasi illegalmente ed aver avvantaggiato gli imprenditori disonesti. Per me, via tutti quanti. Si stava benissimo senza.
  • 13/05/2008 07:05
    adriana
    Basta clandestini in Italia, stiamo affondando. Qualcuno l'anno scorso, aveva detto che avevamo bisogno di badanti per i nostri vecchi, bene, abbiamo risolto il preblema, le assistenti italiane sono tutte a casa, senza lavoro, perchè le badanti straniere, clandestine, hanno preso il loro posto, per quattro soldi, ma con vitto e alloggio gratis, questa è la situazione in Italia, altro che bisogno di manodopera, hanno portato via il lavoro a noi. E le imprese di pulizia e negli ospedali? Ecco perchè non si arriva più a fine mese, perchè la donna italiana non trova più lavoro.
  • 16/05/2008 22:52
    Presidente
    Brava adriana, ben detto. Quest'immondizia umana serve (oltre che a creare tensioni sociali) a tenere bassissimo il costo del lavoro. Se non ci fosse 'sta gentaglia che lavora per un nulla, gli italiani sarebbero meglio pagatie rivaluterebbero tanti mestieri, invece di fare i laureati disoccupati. Eventualmente, nella remota ipotesi che dovessimo avere bisogno di qualcuno di questi subumani, lo faremo entrare su nostra chiamata. Gli altri via tutti, ora o mai più.
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