Il medico Maria Colavita, in malattia(finta), dal primo giugno dell'anno scorso fino al 2 aprile di quest'anno, continuava a visitare privatamente pazienti nel suo studio milanese e di partecipare anche a una trasmissione televisiva
Roma, 17 maggio 2008 - "In malattia (finta) dal primo giugno dell'anno scorso fino al 2 aprile di quest'anno. In tutto questo tempo il medico Maria Colavita ha avuto il tempo di visitare privatamente pazienti nel suo studio milanese e di partecipare anche a una trasmissione televisiva. Cosa che aveva mandato su tutte le furie i suoi colleghi che l'hanno segnalata a 'Striscia la notizia'. Da qui ha preso il via l'indagine che ha portato la dottoressa ai domiciliari, mentre il pm Tiziana Siciliano aveva chiesto il carcere". Lo riferisce "La Stampa".
"Nel provvedimento di custodia cautelare, però, -continua il quotidiano- il gip Enrico Manzi rileva 'la sollecitudine e l'estrema precisione' dei militari della Guardia di Finanza di Milano, che hanno condotto le indagini, nel raccogliere 'tutte le prove della falsificazionè dei certificati medici presentati dalla donna; cosa che, di fatto, ha impedito all'indagata 'di disperdere possibili elementi a suo caricò. Per questo sono sufficienti gli arresti domiciliari".
"Il giudice, nel provvedimento, -prosegue- parla di un 'sequela impressionante di falsità materiali ed ideologichè per evitare anche le visite fiscali a casa dopo che il 31 maggio del 2007 la dottoressa era scivolta dalle scale all'ospedale di Rivoli (Torino) dove lavorava come ostetrica-ginecologa. Al pronto soccorso non le era stata diagnosticata nessuna frattura, ma la Colavita due giorni dopo aveva presentato un certificato a documentazione di una frattura vertebrale. Era successo che la donna, approfittando dell'amicizia con la moglie di un suo collega, aveva usato i suoi timbri per redigere falsi certificati. Altri certificati erano su carta intestata di vari ospedali".
La commissione ha assunto la decisione perché "nonostante siano stati fatti progressi per migliorare il sistema non ci sono certezze sui tempi". Ben 70 senatori hanno firmato la mozione anti-Bassolino che sarà discussa entro 30 giorni Commenta