Guido Pescosolido, preside di Lettere, denuncia di essere stato tenuto 'sotto sequestro' nel suo ufficio per 20 minuti: "Hanno cercato di sfondare la porta". I ragazzi: "Non è vero" Commenta
Roma, 30 maggio 2008 - Il preside della facoltà di Lettere dell'università 'La Sapienzà, Guido Pescosolido, denuncia di essere stato tenuto sotto sequestro nel suo ufficio per circa venti minuti da un gruppo di esponenti dei collettivi di sinistra. Con lui un collega e due segretarie. A riportarlo è il 'Corriere della Serà. "Ci hanno di fatto sequestrato per almeno venti minuti - spiega il preside - Lì fuori erano più di un centinaio, tutti dei Collettivi di sinistra. Non potevamo uscire. Poi hanno cercato di sfondare la porta prendendola a calci. Gridavano: 'Dimettiti o ti mandiamo via noì, 'Non ti faremo più insegnarè, 'Non potrai più mettere piede quì".
"In sette anni di presidenza ho fatto il callo un pò a tutto - prosegue Pescosolido - Ma questo episodio è oggettivamente gravissimo. Non mi è mai capitato di essere assediato in presidenza, con due segretarie e il collega Vittorio Vidotto, e di dover uscire scortato da venti poliziotti in borghese. La situazione sta diventando insostenibile - aggiunge - Sto valutando il da farsi con la mia famiglia. Non escludo alcuna decisione nei prossimi giorni. Anche perchè temo per la libertà di insegnamento e la stessa vita democratica della facoltà".
Al preside della Facoltà di Lettere, prosegue il quotidiano, non era mai capitato «(il fatto risale a mercoledì mattina, quando era stata organizzata una prima manifestazione anti-Pescosolido davanti alla presidenza della facoltà) di sentirsi toccare la spalla e di ascoltare una voce che gli chiedesse 'senti, preside, ma quanti figli hai?'». E, in merito all'autorizzazione rilasciata dal preside al convegno sulle foibe, Pescosolido precisa: «Nelle forme in cui mi era stata presentata, appariva la sigla Lotta universitaria, non Forza Nuova. E io non autorizzo tutto ma solo le iniziative che possono rientrare nei fini istituzionali della facoltà. E mi chiedo: chi è che decide se si può o non si può tenere un convegno? Io, da preside, devo mettere i paletti. Ma da privato cittadino liberaldemocratico penso sia un errore non ascoltare estremisti di destra, di sinistra, di centro".
I COLLETTIVI: SOLO CONTESTAZIONE VERBALE
"Sconcerto e incredulità perchè ieri e la mattina di mercoledì, oltre alla contestazione verbale nei confronti del preside non c'è stato nient'altro. Lo diciamo in modo chiaro: nessuno di noi ha minacciato nessuno, nè il preside, nè altri professori, nè la famiglia del preside". Lo afferma il Coordinamento dei collettivi della Sapienza, commentando le dichiarazioni del preside della facoltà di Lettere dell'università 'La Sapienzà, Guido Pescosolido al 'Corriere della Serà.
"Non c'è stata alcuna minaccia - sottolineano gli studenti del collettivo - Abbiamo chiesto e continueremo a chiedere le dimissioni del preside Pescosolido perchè riteniamo che con le sue scelte e le sue dichiarazioni abbia costruito un clima avverso agli studenti tutti e alla qualità democratica dell'università la Sapienza di Roma»" aggiungono.
"Gli studenti di Lettere e della Sapienza non vogliono abolire la libertà di parola o di espressione, ma vogliono difendere l'università da culture xenofobe, negazioniste (nei confronti della Shoah), che fanno della violenza e dell'aggressione la loro ragion d'essere - proseguono - Gli studenti inoltre vogliono potersi avvalere del diritto di dissenso, assumendo che una contestazione verbale non ha nulla a che fare con la violenza fisica, la contestazione e il dissenso sono risorse democratiche, rappresentano un modo di esercitare pubblicamente la critica".
"Smentiamo dunque categoricamente i fatti raccontati da Pescosolido e dal Corriere della sera, ieri, infatti, presso la facoltà di Lettere alle 13.30 il corteo di oltre 2000 studenti si è semplicemente sciolto, dando appuntamento alle ore 14.30 per un'assemblea - concludono - Questa la verità dei fatti, il resto non è mai accaduto".
"Stiamo valutando la possibilita' di querelare il preside della Facolta' di Lettere della Sapienza, Guido Pescosolido". Lo dicono alcuni esponenti dei Collettivi universitari che sono raccolti davanti all'Aula 1 della Facolta' dove si sta tenendo un consiglio per discutere di quanto accaduto nei scorsi giorni alla Sapienza. "Se il preside non ritratta quanto ha dichiarato oggi al 'Corriere della Sera'- spiega Francesco Brancaccio, esponente dei collettivi- potremmo querelarlo, perche' quando si usano parole come sequestro bisogna sapere di cosa si parla. Noi, comunque, smentiamo, non c'e' stata nessuna violenza".
La commissione ha assunto la decisione perché "nonostante siano stati fatti progressi per migliorare il sistema non ci sono certezze sui tempi". Ben 70 senatori hanno firmato la mozione anti-Bassolino che sarà discussa entro 30 giorni Commenta