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Un'alleanza tra boss e massoni
per ritardare i processi: otto fermi

Nell'inchiesta professionisti, medici, imprenditori, boss e iscritti a logge massoniche. Le accuse: concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione, peculato, rivelazione di segreti d'ufficio

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carabinieri Palermo, 17 giugno 2008 - Boss e massoneria insieme, in una sorta di joint venture, per riuscire a ritardare l'iter giudiziario di alcuni processi di mafia tra Agrigento e Trapani. Ma adesso l'organizzazione è stata scoperta e arrestata. In carcere sono finite, all'alba di oggi, otto persone fermate in diverse città.


L'accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d'ufficio. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Palermo, Roberto Conti, su richiesta del Procuratore Francesco Messineo, dell'aggiunto Roberto Scarpinato e del pm della Dda, Paolo Guido.


L'inchiesta vede coinvolti professionisti, medici, imprenditori, boss e alcuni iscritti a logge massoniche ed è condotta dai Carabinieri dei comandi provinciali di Trapani e Agrigento. Sono in corso decine di perquisizioni tra Palermo, Trapani e Agrigento.










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