Lo sfogo dell'ingegnere di Azzano Decimo per anni unico indagato, poi scagionato definitivamente, nell'inchiesta su Unabomber: "Almeno non penso più di essere trascinato vi in piena notte"
Roma, 25 giugno 2008 - "Non ho ancora raggiunto la tranquillità e la serenità che avevo prima che mi succedesse tutto questo. Faccio ancora uso di sonniferi perché gli incubi sono ricorrenti. Sono sfinito al punto da aver bisogno di pace, di non pensare sempre alle cose negative della vita".
Lo ha confessato in un'intervista a Radio R101, Elvo Zornitta, l'ingegnere di Azzano Decimo per anni unico indagato, poi scagionato definitivamente, nell'inchiesta su Unabomber, responsabile di decine di attentati tra Veneto e Friuli negli ultimi 14 anni.
Lunedì prossimo si terrà l'udienza per il rinvio a giudizio di Ezio Zernar, il poliziotto accusato di aver fornito la principale prova d'accusa a carico di Zornitta manomettendo un lamierino trovato in un ordigno.
"Non ho ancora deciso se andrò in aula - ha detto Zornitta - probabilmente seguirò il processo tramite i miei avvocati perché non voglio più sentir parlare di questa storia. Al momento abbiamo chiesto solo un riconoscimento dei danni. Una presa di posizione per affermare che sono stato ferito nella mia persona e quindi ho diritto a un risarcimento".
"La mia situazione - ha concluso l'ingegnere di Azzano Decimo ai microfoni di Radio R101 - rimane drammatica in tutti i sensi. Ho trovato un lavoro, ma non certo pari alla mia esperienza e alle referenze che posso fornire. Mi solleva il fatto che non penso più di essere trascinato via dalle forze dell'ordine in piena notte. E' il minimo che una persona può pretendere".
La commissione ha assunto la decisione perché "nonostante siano stati fatti progressi per migliorare il sistema non ci sono certezze sui tempi". Ben 70 senatori hanno firmato la mozione anti-Bassolino che sarà discussa entro 30 giorni Commenta