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TRENTO / IL CASO

In bermuda in tribunale, il giudice lo espelle dall'aula

"Vestito così lei non può presentarsi in aula. È questione di decoro dovuto alla funzione e al luogo. Se ne torni a casa", ha sentenziato

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tribunale Trento, 4 luglio 2008 - Un teste della difesa, presentatosi in pantaloni corti a un'udienza nel tribunale di Rovereto, in provincia di Trento, è stato espulso dal giudice Ettore Di Fazio. "Vestito così lei non può presentarsi in aula. È questione di decoro dovuto alla funzione e al luogo. Se ne torni a casa", ha sentenziato il giudice. Cristian Chiesa ha chiesto scusa e ha proposto di poter tornare dopo essersi cambiato d'abito, ma il giudice non ha voluto sentire ragioni e ha rinviato il processo al 30 ottobre.

 
  • 04/07/2008 09:54
    angelo
    Era ora che qualcuno ribadisse in modo perentorio il dovere, di ogni cittadino, di rispettare le istituzioni.
  • 04/07/2008 09:57
    vanni
    ve'! Non mi fa cambiare idea sul modo di lavorare e di proporsi dei magistrati, ma nell'occasione sono proprio contento per quanto preteso dai giudici Mambriani e Di Fazio.
  • 04/07/2008 11:08
    daniele
    Con tutti i problemi che ha la giustizia italiana, ci si deve impuntare anche su queste cose... speriamo nel cambio generazionale...
  • 04/07/2008 12:09
    roberto
    Giustissimo!! Ieri girando per le vie della mia città,ho visto gente quasi in costume da bagno con ciabatte da mare.....che pena.. non mi sono mai permesso di andare in città d'estate senza almeno una camicia con le maniche,per rispetto della funzione che deve avere un centro cittadino.Oggi invece è tutto commercio da bottegai di paccottiglia,gelati,pizza e kebab che sfruttano per due euro le bellezze espressive di una cultura che sicuramente non comprendono. Se qualcuno poi vuol cambiare il disdoro, cominciano ad urlare e a ricattare l'amministrazione comunale.....ma che vadano a potare gli ulivi sarebbero più utili e farebbero il lavoro che i loro padri hanno fatto bene per secoli!!
  • 04/07/2008 13:36
    Paola
    Ogni luogo, occasione (ed etá) ha il suo codice di abbigliamento, che va rigorosamente rispettato, insomma é un po come andare ad un colloquio di lavoro in tenuta da mare, o come se un cassiere in banca si vestisse in canottiera, regole di buon gusto e di stile che dichiarano il rispetto per se stessi gli altri e la societá in cui si vive.
  • 04/07/2008 15:05
    Lorenzo T.
    Giustissimo, era ora che qualcuno facesse rispettare comportamenti decorosi, soprattutto in un 'aula di trbunale, ma anche a scuola, .... x daniele, ma cosa speri che il cambio generazionale ti faccia andare in tribunale in mutande? o a scuola nudo?......
  • 05/07/2008 06:48
    elena
    Anche questa è verissima: Un ragazzo si presenta in bermuda e ciabatte ad un esame universitario. Il professore lo guarda e gli dice: "vedo che sta per andare in spiaggia... torni pure dopo aver fatto il bagno." Bellissima anche questa! AUle di tribunale, universitarie, luoghi di lavoro... hanno regole di decoro che vanno rispettate ed è ora che tutti le imparino. Di nuovo!!! Complimenti a giudice. determinati luoghi hanno insita in se l'istituzione che rappresentano. E l'abbigliamento è il primo segnale di rispetto per la stessa, non è conformismo!!!
  • 09/07/2008 14:35
    mario
    mah?! Non so. Vorrei vedere se il giudice non si metta mai un paio di pantaloni corti, e qualora lo facesse fossi in lui mi espellerei da dove si trova. Il tribunale e' un luogo pubblico come la strada, se uno non e' indecoroso per strada, non lo e' neppure in tribunale. E soprattutto poi il giudice per una leggerezza del genere, o per sua superbia, ha allungato il processo di altri quattro mesi, e questo e' un comportamento irresponsabile soprattutto di questi tempi in cui ogni scusa e' buona per attaccare la magistratura e quando comunque esiste un vero problema di tempi della giustizia. Secondo me il CSM dovrebbe intervenire!
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