Le impronte ai nomadi non sono l'unico metodo, "esistono altri strumenti: le fotografie, le rilevazioni antropometriche". Così dice Carlo Mosca, prefetto della Capitale. Furioso il Ministro dell'Interno
Roma, 4 luglio 2008 - Le impronte ai nomadi non sono l'unico metodo, "esistono altri strumenti: le fotografie, le rivelazioni antropometriche". E' quanto sostiene il prefetto di Roma Carlo Mosca in un'intervista a Repubblica.
"Nei casi controversi si può agire in intesa con la procura dei minori - prosegue Mosca - Non abbiamo fretta, stiamo ascoltando la comunità rom", aggiunge spiegando che bisogna cercare di favorire una sorta di adesione da parte dei rom.
Il censimento degli "insediamenti" inizierà a metà luglio, il fine dell'operazione sarà "garantire la legalità ma anche la solidarietà". "Ho già firmato 790 provvedimenti di allontanamento - ricorda infine Mosca - si trattava di delinquenti".Quanto alla posizione del ministro dell'Interno Roberto Maroni, Mosca si limita a dire: "No comment".
La commissione ha assunto la decisione perché "nonostante siano stati fatti progressi per migliorare il sistema non ci sono certezze sui tempi". Ben 70 senatori hanno firmato la mozione anti-Bassolino che sarà discussa entro 30 giorni Commenta