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LA TRUFFA

Rivendevano formaggio avariato

Lo riferisce La Repubblica: "Escrementi di topo, vermi, plastiche e perfino inchiostro. C'è davvero di tutto negli alimenti avariati e nelle sostanze adulterate ritrovate dalla Guardia di Finanza"

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Roma, 4 luglio 2008 - "Escrementi di topo, vermi, plastiche e perfino inchiostro. C'è davvero di tutto negli alimenti avariati e nelle sostanze adulterate ritrovate dalla Guardia di Finanza nei frigoriferi della Tradel di Casalbuttano. Prodotti caseari in lavorazione pronti per essere rivenduti" e oggi nel mirino della magistratura. Tante le grandi marche a cui sono destinati gli alimenti avariati citate "nell'ordinanza del pm cremonese Francesco Messina". Lo riferisce "La Repubblica" che oggi rende nota una "truffa di banditi della tavola".

 

Scoperta dalla Guardia di Finanza di Cremona, si tratta di una truffa fatta di "scarti alimentari che ridiventavano sottilette, formaggio fuso, formaggio grattuggiato, mozzarelle, provola, stracchino, gorgonzola". "Un giro di decine di milioni di euro. Una bomba ecologica -riferisce ancora- per la salute dei consumatori". "Al centro della contraffazione -continua il quotidiano- un imprenditore siciliano e alcuni importanti marchi alimentari". "La Finanza, con le intercettazioni, ha scoperto anche connivenze dell'Asl" aggiunge il giornale.

 

"Le indagini -prosegue- sono ancora aperte e sono iniziate due anni fa. A novembre del 2006 gli uomini della Guardia di Finanza di Cremona fermano un tir a Castelleone: dal cassone esce un odore nauseabondo. C'è del formaggio semilavorato, in evidente stato di putrefazione. Il carico è partito dalla Tradel di Casalbuttano ed è diretto alla Megal di Vicolungo (Novara)".

 

"Le due aziende -scrive 'Repubblica'- sono di Domenico Russo, 46 anni, originario di Partinico e residente ad Oleggio. È lui l'uomo chiave intorno al quale ruota l'inchiesta. È lui il dominus di una triangolazione che comprende oltre a Tradel e Megal, un terzo stabilimento con sede a Massazza, Biella, e una filiale tedesca. Megal miscela e confeziona. A Casalbuttano i finanzieri trovano roba da far venire i conati".

 

"Una cosa disgustosa" racconta al giornale Mauro Santonastaso, comandante delle Fiamme gialle di Cremona. "Ancora più disgustoso -aggiunge il capitano Agostino Brigante- è il sistema commericale che abbiamo scoperto". "Non possono ancora immaginare, gli investigatori, -prosegue 'Repubblicà- che quello stabilimento dove si miscela prodotto avariato con un altro prodotto pronto è lo snodo di una vera e propria filiera europea di riciclaggio. Mettono sotto controllo i telefoni. Scoprono che i pirati della contraffazione sono 'copertì dal servizio di prevenzione veterinaria dell'Asl di Cremona (omessa vigilanza, ispezioni preannunciate; denunciati e sospesi il direttore, Riccardo Crotti, e due tecnici)".

 

"Dalle intercettazioni -aggiunge- emerge la totale assenza di scrupoli da parte degli indagati". "Nell'ordinanza (decine di persone indagate e denunciate: rappresentanti legali, responsabili degli stabilimenti, impiegati, altre se ne aggiungeranno presto) compaiono -riferisce ancora- i nomi delle aziende per le quali il pm Francesco Messina configura 'precise responsabilita"". "Per i magistrati -conclude- il sistema di riciclaggio della merce si basa proprio sui legami commerciali tra le aziende fornitrici e la Tradel".










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