Dodici arresti eseguiti dalla polizia di Trapani. Nonostante fossero detenuti nelle carceri di Coimbra e di Madrid alcuni boss gestivano l'attività grazie alla corruzione di guardie penitenziarie
Trapani, 7 luglio 2008 - Per fare arrivare la droga dalla Spagna alla Sicilia senza destare sospetti, la nascondevano sulle autoambulanze, ma anche a bordo di motoscafi e di pescherecci, in mezzo ai pesci surgelati, ma la banda è stata scoperta e i suoi componenti sono finiti in carcere. È accaduto a Trapani, dove gli agenti della polizia in servizio alla sezione Antidroga della squadra mobile di Trapani e del commissariato di Mazara del Vallo hanno eseguito 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Palermo, Antonella Consiglio.
Secondo gli investigatori, ai vertici dell'organizzazione che gestiva il traffico di droga dalla Spagna all'Italia ci sarebbero alcuni trapanesi. L'indagine, denominata 'Golden star' è stata coordinata dai pm della Dda di Palermo, Roberto Piscitello e Pierangelo Padova. Gli indagati sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti del tipo hashish e cocaina, detenzione e spaccio di droga e furto aggravato. I reati contestati vanno tra il 2004 ed il 2005.
Uno dei destinatari dei provvedimenti, un romeno, è tuttora ricercato. Tre degli indagati sono stati arrestati a Palermo, Genova e Padova, con la collaborazione delle rispettive squadre mobili. Altre tre misure cautelari sono state invece notificate in carcere.
Gli investigatori hanno accertato che due degli indagati, detenuti all'epoca rispettivamente nelle carceri di Coimbra e di Madrid, avrebbero mantenuto contatti con i parenti in Sicilia, comunicando con telefoni cellulari che tenevano in cella grazie alla corruzione di guardie penitenziarie. Altre comunicazioni avvenivano attraverso la corrispondenza ordinaria, come accertato con il sequestro di missive che conterrebbero mappe delle rotte del narcotraffico e schemi sulla suddivisione degli utili tra fornitori, trasportatori e destinatari finali dei carichi di droga. Nelle comunicazioni telefoniche, inoltre, gli indagati avrebbero utilizzato frasari criptici e si sarebbero trasmessi informazioni riguardanti utenze telefoniche o coordinate marittime utilizzando il codice di decrittazione Golden Star.
La commissione ha assunto la decisione perché "nonostante siano stati fatti progressi per migliorare il sistema non ci sono certezze sui tempi". Ben 70 senatori hanno firmato la mozione anti-Bassolino che sarà discussa entro 30 giorni Commenta