Due anziani coniugi sono stati trovati morti nella loro abitazione a Sesto Fiorentino. Si pensa all'omicidio commesso dal marito che poi si è soffocato
Sesto Fiorentino (Firenze), 9 luglio 2008 - La dannazione li aveva consumati un giorno dopo l’altro a partire da quel maledetto 19 giugno di diciotto anni fa quando la loro figlia si suicidò a 37 anni e fu come se in quel terribile istante fossero un po’ morti anche loro.
Non c’è mai più stata la pace per Romano Sassetti e Maria Senesi, 79 anni lui, 78 lei il prossimo 11 agosto, di origini pisane, abitanti a Sesto, nell’hinterland fiorentino. Malata lei — una laurea in Lettere —, grave da tempo. In non buona salute anche lui, ex dirigente amministrativo del Gruppo Ragionieri, farmacie e laboratori. In ultimo anche lo sfratto esecutivo, pare dal 15 luglio prossimo: via dalla casa di via Matteotti, a Sesto Fiorentino, concessa in comodato.
Un contatto con i servizi sociali, ma insomma davvero non era facile tentare ancora una volta di sopravvivere. E in un’altra casa, poi.
Hanno tolto il disturbo tra lunedì notte e martedì, dopo un ultimo, tenue saluto, rivolto in serata ad alcuni vicini di casa. Li hanno ritrovati ieri mattina tra le 9 e le 10. Una signora ha notato la porta d’ingresso socchiusa: Romano e Maria erano nella camera matrimoniale in fondo al corridoio distesi l’uno accanto all’altra sul letto. Qua e là alcuni biglietti disseminati quasi a segnare un percorso di sofferenza. Scritti che sono lo specchio drammatico e fedele del dolore patito dalla coppia: commenti aspri sul mondo, sulla difficoltà estrema di poter avere un po’ di tranquillità, serenità.
E poi quella richiesta che spiega tante cose, forse tutto: «Non vogliamo né preghiere, né messe, né fiori».
Omicidio-suicidio pensa la polizia, col marito che potrebbe aver prima colpito la moglie al capo per poi soffocarsi con fascette di plastica da elettricista strette intorno al collo. O forse l’uomo potrebbe essersi ucciso dopo essersi accorto di un malore accusato da Maria il cui corpo presenta un’ecchimosi e una macchia di sangue in testa, da emorragia o da ferita provocata, non è chiaro. Per avere la certezza di come si sia consumato l’ultimo, tragico atto della difficile esistenza della coppia, occorrerà attendere il responso dell’autopsia disposta dal sostituto procuratore Giuseppe Bianco dopo il primo esame compiuto dal medico del 118 e l’arrivo del medico legale, dottoressa Focardi. Lo sfratto, però, non sarebbe all’origine della tragedia.
"Tempo fa — spiegano al Sunia — avevamo mandato una lettera ai due anziani per invitarli a venire nei nostri uffici. Ma non si sono presentati. Avrebbero potuto chiedere un rinvio dello sfratto, un intervento del Comune o un trattamento prioritario per assegnazioni di altre abitazioni".
Tanta amarezza e dolore. Però se ne sono andati con un regalo: la donazione di alcuni volumi alla biblioteca di Sesto, non più tardi di un mese fa.
Giovanni Spano
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