Chiaiano, i comitati annunciano una giornata di mobilitazione (chiamata 'andatevene', in dialetto napoletano) e promettono battaglia . Altre bombe contro la polizia, ma niente danni
Roma, 13 luglio 2008 - Dopo il presidio di ieri con "migliaia di persone in piazza in pieno luglio", i comitati "in difesa delle cave di Chiaiano e Marano" annunciano nuove manifestazioni di piazza: "la protesta continua in queste settimane, con azioni e mobilitazioni in costruzione di un 'Jatevenne Day' nazionale ("andatevene", in dialetto napoletano, ndr) con decine di migliaia di persone a settembre".
In una nota i comitati avvertono infatti che "la protesta contro la discarica continua: democrazia contro eserciti. La discarica non si farà! La lotta è lunga".
E si è conclusa, senza incidenti, la manifestazione di protesta contro l'apertura di una discarica nelle cave di tufo di Chiaiano. Oltre mille persone hanno sfilato dalla stazione della metropolitana fino alla rotonda Rosa dei Venti, strade diventate il simbolo del `no' all'apertura di uno sversatoio nell'ex poligono da tiro ormai presidiato e recintato dai militari dell'Esercito.
Alla testa del corteo, che ha sfilato per alcune ore, donne e bambini, ma anche anziani. Tutti d'accordo nel ribadire la propria contrarietà ad `inquinare' uno dei pochi polmoni verdi ancora esistenti nel capoluogo partenopeo. I rappresentanti dei Comitati, soddisfatti dell'ennesima partecipazione di persone, hanno annunciato di non voler abbandonare la `lotta' continuando a ripetere che "la discarica non si farà". Iniziative che si protrarranno anche nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.
Nel frattempo nel quartiere la tranquillità e le manifestazioni pacifiche sono `molestate' da alcuni ordigni rudimentali che, durante la notte, vengono lanciati da sconosciuti contro le cave di tufo. Ieri sera l'ennesima bomboletta da campeggio collegata a una miccia è stata scagliata contro il commissariato di polizia di via Giuseppe Raffaelli. Per fortuna senza danni a cose e persone.
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