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EUTANASIA

Il caso Eluana approda in Senato
Bottiglie d'acqua in Duomo a Milano

In esame eventuale conflitto di attribuzione con la Cassazione. L'avvocato della famiglia: "Non cambia niente"

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eluana englaro, in coma dal '92 Milano, 16 luglio 2008 - La Giunta del regolamento del Senato, che si e' riunita oggi pomeriggio, ha accolto la proposta del presidente Renato Schifani di deferire alla commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama la questione di un eventuale conflitto di attribuzione da sollevare tra il Senato della Repubblica e la Corte di Cassazione in merito alla vicenda di Eluana Englaro.Ovviamente la delibera definitiva, dopo l'esame della prima commissione, spettera' all'assemblea di Palazzo Madama.Come e' noto, il riferimento e' alla sentenza che ha autorizzato la sospensione del trattamento di idratazione e alimentazione nei confronti di Eluana Englaro.

 

Nei giorni scorsi diversi parlamentari avevano contestato che la decisione su Eluana Englaro fosse stata assunta non in base ad una legge, ma con una sentenza della magistratura. Di qui la richiesta che il potere legislativo, e cioe' le Camere, aprissero un conflitto di attribuzione davanti al potere giudiziario (la Corte di Cassazione).
 

L'AVVOCATO DELLA FAMIGLIA: "NON CAMBIA NIENTE" 

"Per il momento non cambia niente. Noi andiamo avanti, e la famiglia di Eluana porrà in atto la sentenza della Cassazione, sospendendo l'alimentazione della figlia quando lo riterrà opportuno". L'avvocato della famiglia Englaro, Vittorio Angiolini, spiega all'Agi che la decisione della Commissione Affari Costituzionali del Senato di sollevare un conflitto d'attribuzione tra Palazzo Madama e la Cassazione sul caso di Eluana non sposta di una virgola i progetti della famiglia: dopo 16 anni di attesa, la sentenza della Cassazione «rimane esecutiva, a meno che non la blocchi la Consulta in attesa della sentenza, cosa che non è mai successa».

Angiolini usa parole forti per commentare l'iniziativa del Senato, che in sostanza contesta alla Cassazione di aver concesso la sospensione dell'alimentazione della giovane sulla base di una sentenza della maigstratura azichè su una legge. «Sono stupito dal presidente Schifani, che mobilita il Senato per questa vicenda: l'istituzione non ha più rispetto di sè stessa. Loro dicono che non c'è la legge, ma dov'era il Senato negli ultimi 16 anni, da quando Eluana ha avuto l'incidente? Sollevando il conflitto di attribuzione, il Senato stesso si autoaccusa di inerzia, non avendo fatto una legge necessaria». Ma il tutto, secondo il legale, ha più finalità politiche che pratiche: «In un celebre caso precedente di conflitto di attribuzione, quello sulla grazia, la Consulta decise dopo 5 mesi. È chiaro che i tempi sono molto lunghi, mi domando qual'è l'obiettivo dei promotori dell'iniziativa. Tra l'altro - conclude - si attacca la Cassazione, che mi pare fuori luogo. Mi dispiace, perchè stabnno trasformando questo caso in un carnevale».
 

 

MILANO

Continuano ad aumentare le bottiglie d'acqua posizionate sul sagrato del Duomo di Milano, accanto alla porta principale, come simbolo della vita e segnale di protesta per la decisione del tribunale di Milano di autorizzare la sospensione dell'alimentazione e idratazione per Eluana Englaro, in stato vegetativo permanente dal 1992. L'iniziativa, promossa da Il Foglio di Giuliano Ferrara punta a sensibilizzare l'opinione pubblica in favore della vita.


In una delle bottiglie, legata con un nastro e una rosa, si legge un bigliettino non firmato: "Per Eluana, la Madonna ti accompagnerà. Ti vogliamo bene". Le bottiglie, di diverso formato, hanno attirato anche l'attenzione di un giovane turista che, pensando si trattasse di un punto di raccolta di rifiuti, vi ha posato accanto un bicchiere di carta, ma è stato prontamente richiamato da un vigile.

 

ADRIANO CELENTANO

"Essendo un credente non posso che essere d'accordo con chi la difende, la vita. Ammiro quindi Giuliano Ferrara per le sue battaglie a favore della vita e spero, pur comprendendo il suo stato d'animo, signor Englaro, che le bottiglie d'acqua in piazza del Duomo aumentino. Aumentino per far aumentare il dubbio. Il dubbio in coloro che credono di non avere dubbi e quindi di scartare a priori la possibilità di un'altra vita oltre quella terrena. Una vita diversa dove non ci sono bugie e incidenti ma solo gioco e Amore.Così mi chiedo se qualche volta specie in casi come questi, a uno che non crede possa venire il dubbio, che magari potrebbe esserci davvero un qualcosa che va oltre l'aridità di questo attimo fuggente trascorso sulla terra".

 

È quanto scrive Adriano Celentano in una lettera indirizzata al direttore del 'Corriere della Serà. "E allora, come padre - ha proseguito Celentano - mi domando: forse Eluana vuol dirmi di non prendere in considerazione ciò che mi chiese in un momento di spensierata giovinezza?... Forse nei luoghi dove si trova ora non soffre e magari già intravede le meraviglie del cielo?... E se, contrariamente all'apparenza, si trovasse invece in uno stato di grande serenità, in attesa del trionfale ingresso nella vita celeste? O forse, chissà, di un ritorno a questa, di vita?... E poi ancora, la cosa che più di tutti mi domanderei: e se fossi proprio io a rattristare il suo animo, per il gesto che suo padre sta per compiere?".

 

"Dopo sette anni di dure battaglie per liberarla dalla morte - ha continuato Celentano - rassegnato all'impotenza, soprattutto da parte della scienza, la disperazione ha portato il padre di Eluana a iniziare una nuova battaglia, ma stavolta non contro la morte. Contro la vita. Quella vita che senza alcuna pietà tiene imprigionata la sua amata Eluana da 16 anni. Quella vita che non vuole cessare, ma che poco per volta fa morire di dolore chi gli sta intorno. Ed è proprio questo dolore così grande, troppo grande, che spinge il padre di Eluana a combattere perchè qualcuno lo aiuti a liberare la figlia".

 

  • 16/07/2008 20:34
    Comitato Paglierini
    Pur comprendendo il dolore e l'angoscia del padre siamo perchè Eluana, come fece quella Mamma coraggio che accudì per 30 anni la figlia in coma a seguito di un altro incidente stradale, sia tenuta in Vita. Per la sacralità della Vita ma anche perchè il suo martirio e il loro sacrificio costringa le Istituzioni italiane a guardare in faccia, e vergognarsi, una realtà allucinante, tutta e solo italiana; quella dell'incidentalità stradale, con tutte le sue terribili conseguenze che, tra coma e invalidità permanenti per il resto dell'esistenza, oltre ai morti, fanno ogni anno, tutti gli anni, 25.000 Eluane. Un dato semplicemente VERGOGNOSO che nei 16 anni di calvario di Eluana si è addirittura aggravato non alleviato.
  • 16/07/2008 21:26
    luca
    secondo me dobbiamo partire dal presuposto che Eluana non e' in vita perche lo vuole Dio ma perche lo vogliono medici e macchine.e allora se crediamo che la vita ce la da Dio e solo lui ce la puo' togliere, beh, sono 16 anni che stanno facendo una cosa contro il volere di Dio, mi sembra abbastanza chiaro.
  • 17/07/2008 08:49
    Luigi
    Caro luca, provino allora medici e scenziati a ridare la vita ad un corpo morto, se è vero quello che dici.
  • 17/07/2008 10:16
    Carlo Cattorini
    Questa è una scelta fra la libertà e la vita, ed è una scelta fatta da soggetti non in prima persona. Se fosse Eluana a preferire la libertà alla vita, potrebbe sceglierlo lei in ogni momento. Visto che da sedici anni resiste seppur in coma e non se ne va, adesso la frase "Ora la libereremo" significa "Ora libereremo la famiglia da questo problema". Io sono stato dal 13 settembre 1986 (avevo sedici anni) per OTTANTOTTO giorni in coma profondo a Gallarate (VA) intubato e coperto di ghiaccio per contenere la temperatura corporea eccessiva, e senza respirazione forzata non respiravo più, tutti aspettavano che io me ne andassi, poi un mio fratello ha fatto più di mille chilometri in un giorno per portare al mio capezzale un frate e poi la temperatura corporea è scesa e quando mi hanno staccato dal respiratore ho respirato da solo. Dopo due settimane andai in coma apallico e mi portarono al reparto lunga degenza di Somma Lombardo, fra tanti anziani, ma dopo quattro mesi papà mi portò a casa
  • 17/07/2008 10:17
    Carlo Cattorini
    e oltre alle terapie e alla fisioterapia continuai anche gli studi. Ora sono ingegnere, impiegato, sposato. Mi hanno contestato argomentando che "non tutti i coma sono uguali" e che "probabilmente ti saresti svegliato anche senza prete" e che "non c'è ALCUNA possibilità che Eluana si svegli dal coma. La decione deve essere dei genitori e non credo che sia per loro una liberazione. E' meschino chi la pensa così. Forse non ha figli." Ho solo riportato la MIA esperienza. Tutti i giorni mi staccavano dal respiratore sperando che io respirassi da solo e non succedeva così mai. Ai miei genitori i medici chiesero l'autorizzazione per l'espianto degli organi (se io fossi stato un donatore di organi, sarei morto già da vent'anni). Mia mamma per lo spavento si ammalò subito di Parkinson e morì dopo quindici anni di sofferenze continue, il 20 febbraio 2002. Bello giocare "sulla vita degli altri", COMPLIMENTI a chi sostiene l'eutanasia!!!! MA OGNI SITUAZIONE È PARTICOLARE "Ora liberate la famiglia da questo problema"
  • 17/07/2008 10:18
    Carlo Cattorini
    Anche per neonati ammalati indesiderati sospenderanno alimentazione e cure? L'eutanasia è definita un diritto dell'individuo a rinunciare alla propria vita, non un diritto del genitore di rinunciare alla vita della propria prole. Se Eluana fosse stata una donatrice di organi, la sua storia si sarebbe risolta 15 anni fa. Io sono già stato "dall'altra parte". Dopo ventidue anni porto ancora il segno della tracheotomizzazione...
  • 17/07/2008 16:18
    Luigi
    Voglio dire grazie a Carlo Cattorini per la sua diretta ...testimonianza. Noto però che dalle 10:18, ora di immissione nel blog della sua storia, nessuno è più intervenuto. Evidententemente sulle cose serie, importanti, molti si bloccano se li costringi a deviare dai bla, bla, bla.
  • 18/07/2008 13:14
    michele
    è giusto che stacchino la spina.
  • 18/07/2008 17:31
    Carlo Cattorini
    Aggiungo che, dopo che uscii dal coma profondo che tutti dicevano irreversibile, cioè quando ero in coma cosciente, mentre mi facevano fisiokinesiterapia io misi piano il piede in faccia a una infermiera che mi disse "Carlo, ti vogliamo tanto bene e tu mi dai un calcio!" e io dissi lentamente ma forte "scusa" e mi hanno raccontato che tutto l'ospedale era in festa perché avevo parlato dopo più di tre mesi che stavo in silenzio in rianimazione.
  • 21/07/2008 13:03
    Carlo Cattorini
    e dopo due settimane andai in coma apallico e mi portarono al reparto lunga degenza di Somma Lombardo (dopo natale 1986) ma quattro mesi dopo papà mi riportò a casa e oltre alle medicine e alla fisioterapia (che continuai in ospedale) vedevo a casa anche parenti e amici, e da settembre ripresi la scuola. Ora sono ingegnere informatico, sono sposato e ho due gatti.
  • 22/07/2008 11:08
    Carlo Cattorini
    Ho verificato che, mentre io non ero ancora maggiorenne quando venivo investito in bicicletta da una moto Guzzi 1000 che sorpassava a 170 km/h e andavo in coma profondo, e poi dopo 88 giorni sotto il ghiaccio, mi svegliavo e continuavo la fisioterapia nell'ospedale di Gallarate, e dopo due settimane nell'ospedale di Somma Lombardo per altri quattro mesi, Eluana quando iniziò la sua disavventura aveva ventuno anni. Che cosa cambia? Cambia che SE Eluana AVESSE FIRMATO DA UN NOTAIO IL RIFIUTO ALL'ACCANIMENTO TERAPEUTICO i medici la avrebbero lasciata morire 16 anni fa. Ma se in 16 anni nessuno è intervenuto...
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