In esame eventuale conflitto di attribuzione con la Cassazione. L'avvocato della famiglia: "Non cambia niente"
Milano, 16 luglio 2008 - La Giunta del regolamento del Senato, che si e' riunita oggi pomeriggio, ha accolto la proposta del presidente Renato Schifani di deferire alla commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama la questione di un eventuale conflitto di attribuzione da sollevare tra il Senato della Repubblica e la Corte di Cassazione in merito alla vicenda di Eluana Englaro.Ovviamente la delibera definitiva, dopo l'esame della prima commissione, spettera' all'assemblea di Palazzo Madama.Come e' noto, il riferimento e' alla sentenza che ha autorizzato la sospensione del trattamento di idratazione e alimentazione nei confronti di Eluana Englaro.
Nei giorni scorsi diversi parlamentari avevano contestato che la decisione su Eluana Englaro fosse stata assunta non in base ad una legge, ma con una sentenza della magistratura. Di qui la richiesta che il potere legislativo, e cioe' le Camere, aprissero un conflitto di attribuzione davanti al potere giudiziario (la Corte di Cassazione).
L'AVVOCATO DELLA FAMIGLIA: "NON CAMBIA NIENTE"
"Per il momento non cambia niente. Noi andiamo avanti, e la famiglia di Eluana porrà in atto la sentenza della Cassazione, sospendendo l'alimentazione della figlia quando lo riterrà opportuno". L'avvocato della famiglia Englaro, Vittorio Angiolini, spiega all'Agi che la decisione della Commissione Affari Costituzionali del Senato di sollevare un conflitto d'attribuzione tra Palazzo Madama e la Cassazione sul caso di Eluana non sposta di una virgola i progetti della famiglia: dopo 16 anni di attesa, la sentenza della Cassazione «rimane esecutiva, a meno che non la blocchi la Consulta in attesa della sentenza, cosa che non è mai successa».
Angiolini usa parole forti per commentare l'iniziativa del Senato, che in sostanza contesta alla Cassazione di aver concesso la sospensione dell'alimentazione della giovane sulla base di una sentenza della maigstratura azichè su una legge. «Sono stupito dal presidente Schifani, che mobilita il Senato per questa vicenda: l'istituzione non ha più rispetto di sè stessa. Loro dicono che non c'è la legge, ma dov'era il Senato negli ultimi 16 anni, da quando Eluana ha avuto l'incidente? Sollevando il conflitto di attribuzione, il Senato stesso si autoaccusa di inerzia, non avendo fatto una legge necessaria». Ma il tutto, secondo il legale, ha più finalità politiche che pratiche: «In un celebre caso precedente di conflitto di attribuzione, quello sulla grazia, la Consulta decise dopo 5 mesi. È chiaro che i tempi sono molto lunghi, mi domando qual'è l'obiettivo dei promotori dell'iniziativa. Tra l'altro - conclude - si attacca la Cassazione, che mi pare fuori luogo. Mi dispiace, perchè stabnno trasformando questo caso in un carnevale».
MILANO
Continuano ad aumentare le bottiglie d'acqua posizionate sul sagrato del Duomo di Milano, accanto alla porta principale, come simbolo della vita e segnale di protesta per la decisione del tribunale di Milano di autorizzare la sospensione dell'alimentazione e idratazione per Eluana Englaro, in stato vegetativo permanente dal 1992. L'iniziativa, promossa da Il Foglio di Giuliano Ferrara punta a sensibilizzare l'opinione pubblica in favore della vita.
In una delle bottiglie, legata con un nastro e una rosa, si legge un bigliettino non firmato: "Per Eluana, la Madonna ti accompagnerà. Ti vogliamo bene". Le bottiglie, di diverso formato, hanno attirato anche l'attenzione di un giovane turista che, pensando si trattasse di un punto di raccolta di rifiuti, vi ha posato accanto un bicchiere di carta, ma è stato prontamente richiamato da un vigile.
ADRIANO CELENTANO
"Essendo un credente non posso che essere d'accordo con chi la difende, la vita. Ammiro quindi Giuliano Ferrara per le sue battaglie a favore della vita e spero, pur comprendendo il suo stato d'animo, signor Englaro, che le bottiglie d'acqua in piazza del Duomo aumentino. Aumentino per far aumentare il dubbio. Il dubbio in coloro che credono di non avere dubbi e quindi di scartare a priori la possibilità di un'altra vita oltre quella terrena. Una vita diversa dove non ci sono bugie e incidenti ma solo gioco e Amore.Così mi chiedo se qualche volta specie in casi come questi, a uno che non crede possa venire il dubbio, che magari potrebbe esserci davvero un qualcosa che va oltre l'aridità di questo attimo fuggente trascorso sulla terra".
È quanto scrive Adriano Celentano in una lettera indirizzata al direttore del 'Corriere della Serà. "E allora, come padre - ha proseguito Celentano - mi domando: forse Eluana vuol dirmi di non prendere in considerazione ciò che mi chiese in un momento di spensierata giovinezza?... Forse nei luoghi dove si trova ora non soffre e magari già intravede le meraviglie del cielo?... E se, contrariamente all'apparenza, si trovasse invece in uno stato di grande serenità, in attesa del trionfale ingresso nella vita celeste? O forse, chissà, di un ritorno a questa, di vita?... E poi ancora, la cosa che più di tutti mi domanderei: e se fossi proprio io a rattristare il suo animo, per il gesto che suo padre sta per compiere?".
"Dopo sette anni di dure battaglie per liberarla dalla morte - ha continuato Celentano - rassegnato all'impotenza, soprattutto da parte della scienza, la disperazione ha portato il padre di Eluana a iniziare una nuova battaglia, ma stavolta non contro la morte. Contro la vita. Quella vita che senza alcuna pietà tiene imprigionata la sua amata Eluana da 16 anni. Quella vita che non vuole cessare, ma che poco per volta fa morire di dolore chi gli sta intorno. Ed è proprio questo dolore così grande, troppo grande, che spinge il padre di Eluana a combattere perchè qualcuno lo aiuti a liberare la figlia".
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