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I saldi non risollevano le vendite
Maschio e single: ecco l'acquirente tipo

Indagine della Confcommercio: il 57,8% dei negozianti è insoddisfatto degli affari. Cambia la tipologia del 'saldista': sono uomini sotto i 45 anni e residenti al Nord-Est e nel Mezzogiorno

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saldi Roma, 19 luglio 2008 - Nemmeno i saldi riescono a spingere i consumi. È quanto emerge dall'ultima indagine della Confcommercio che fotografa la situazione delle vendite estive a prezzi scontati e da cui risulta che il 57,8% dei commercianti è insoddisfatto di come stanno andando gli affari. Il 49,3% dei commercianti, infatti, ha registrato a luglio un "leggero decremento" delle vendite sia rispetto allo stesso periodo del 2007 che rispetto a gennaio 2008, mese dei saldi invernali.

 

L'8,5%, invece, è completamente insoddisfatto e lamenta un "decremento significativo" delle vendite. Solo un esiguo 3% dei commercianti ha registrato un "incremento significativo" degli affari mentre il 32,8% non ha notato alcuna differenza rispetto all'anno scorso. C'è poi un 6,5% dei negozianti che ha notato solo un "leggero incremento". Dall'indagine di Confcommercio emerge inoltre che quasi il 60% dei consumatori ha già acquistato o sta per fare acquisti approfittando delle vendite in saldo.

 

Sorpresa per quanto riguarda la tipologia del compratore. Chi pensava che fossero le donne quelle maggiormente interessate alle occasioni si dovrà ricredere: la tipologia del compratore 2008, infatti, è maschio, sotto i 45 anni, single, lavoratore e residente nei centri di ridotte dimensioni del Nord-Est e del Mezzogiorno.

 

Tra i prodotti di maggior interesse ci sono capi di abbigliamento (acquistati dal 95,5% dei consumatori) e calzature (70%), a seguire biancheria per la casa (57%), articoli sportivi (55,4%), accessori (46%), biancheria intima (45%), pelletteria e articoli di valigeria (31,7%). Per la maggior parte delle persone vale la pena attendere questo periodo più per comprare qualsiasi tipo di prodotto (per il 51,2%) che per acquistare prodotti di marca o 'griffati' (48,8%).

 

Il budget medio per i saldi è per il 50% dei compratori pari a circa 200 euro, solo l'11% è intenzionato a spendere più di 300 euro. I consumatori sono, inoltre, soddisfatti della qualità dei prodotti che giudicano molto o abbastanza buona (più dell'80%) e, nella scelta tra prezzo e qualità, l'83% è più attento a quest'ultima.

 

Dal punto di vista dei commercianti, oltre i due terzi del campione (68%) attribuisce molta importanza al periodo dei saldi in termini di fatturato, mentre risulta di nessuna importanza per il 15,3% dei negozianti. A una liberalizzazione del periodo dei saldi, sono favorevoli il 77% dei consumatori e il 39% dei commercianti, e questo perchè il 44% di essi ritiene che la liberalizzazione non porterebbe alcun beneficio in termini di aumento dei consumi e delle vendite.










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