L'uomo accusato di tentato omicidio per aver scaraventato a terra la figlia di 4 anni, facendole sbattere la testa sul marmo dell'Altare della Patria, si trova nel carcere di Regina Coeli
Roma, 22 luglio 2008 - Si svolgerà domani alle 9,45 nel carcere romano di Regina Coeli, davanti al gip Claudio Carini, l'interrogatorio di convalida dell'arresto di Julien Monnet, l'uomo accusato di tentato omicidio per aver scaraventato a terra la figlia di 4 anni Luna, facendole sbattere la testa sul marmo dell'Altare della Patria. Monnet, al momento ricoverato nel centro clinico del carcere, dovrebbe incontrare oggi il suo difensore, l'avvocato Michele Gentiloni, il quale si batterà affinchè l'indagato possa essere ricoverato presso la stessa struttura parigina dove in passato era stato in cura. «In Italia non ci sono strutture idonee - ha detto il penalista - per ospitare soggetti schizofrenici e paranoici. Monnet è una persona malata, bisognosa di cure. Se la Francia fosse disposta ad accoglierlo e l'Italia fosse disponibile a consegnarlo, Monnet potrebbe essere curato in maniera adeguata».
Non sono ancora chiari i motivi della presenza a Roma dell'indagato e della sua figliola: «Di solito, chi soffre di queste patologie -ha proseguito Gentiloni - è in preda a una crisi mistica oppure ha manie di persecuzione. I familiari in Francia mi hanno detto che Monnet voleva andare a San Pietro. La cosa assurda è che lui ama moltissimo la bambina e quasi sicuramente non si sarà reso conto di quanto accaduto l'altra notte».
Gentiloni ha già contattato un paio di consulenti che dovranno effettuare un accertamento medico sul cittadino francese.
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