L'accusa: tentato omicidio. Il suo legale: "Non faremo ricorso al Riesame, chiederò però il trasferimento, quando sarà possibile, in Francia dove esistono strutture per l'assistenza psichiatrica". La bimba migliora
Roma, 23 luglio 2008 - Migliorano le condizioni di Luna, la bimba francese di 4 anni picchiata ferocemente dal padre, sabato scorso, davanti all'Altare della Patria. La piccola, ricoverata all'ospedale bambin gesù, in serata è uscita dal coma.
La mamma, Fabienne Verdeille, è apparsa visibilmente sollevata. Secondo quanto si è appreso da qualche ora i medici avevano sospeso la terapia farmacologica che consentiva di stabilizzare le condizioni della piccola paziente in coma post traumatico.
CONVALIDATO L'ARRESTO DEL PADRE
Il gip del tribunale di Roma ha convalidato l'arresto di Julien Monnet, il francese che la notte di sabato scorso ha gravemente ferito la figlia picchiandola a sangue davanti al Vittoriano. L'accusa per la quale è stato emesso il provvedimento è tentato omicidio.
Per il transalpino il giudice ha disposto il trasferimento, per un periodo di osservazione, presso il centro clinico del carcere di Rebibbia. Monnet lascerà Regina Coeli, dove è stato detenuto finora, già in giornata.
Julien Monnet non è stato in grado di rispondere al giudice nel corso dell'interrogatorio di convalida.
"Il mio assistito - ha spiegato l'avvocato Michele Gentiloni - è ancora sotto sedativi e mi è apparso molto confuso".
Il legale non appena sarà possibile chiederà una perizia psichiatrica. "In ogni caso sono sicuro che nei prossimi giorni il Pm cercherà di ottenere un incidente probatorio per verificare le condizioni psichiche dell'indagato".
NIENTE RICORSO AL RIESAME
I difensori di Julien Monnet non faranno per il momento ricorso al tribunale del Riesame per cambiare la misura cautelare nei confronti del francese nella notte fra sabato e domenica scorsi ha gravemente ferito la figlia davanti all'Altare della patria. "Il trasferimento dal carcere di Regina Coeli al centro clinico del penitenziario di Rebibbia - ha spiegato l'avvocato Michele Gentiloni - è stata la scelta più giusta a nostro parere".
Il penalista ha spiegato poi che, stante l'assenza in Italia di una struttura clinico-detentiva per l'assistenza psichiatrica, rimane sempre intenzionato a chiedere il trasferimento, quando sarà possibile, in Francia dove questo tipo di strutture esistono. "Questa scelta, come ho già spiegato - ha detto l'avvocato Gentiloni che assiste Monnet insieme con un legale francese, Marie Francoise Plantad - la renderò esecutiva non appena sarà possibile. Per ora comunque ritengo che il Pm chiederà un incidente probatorio".
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