La decisione presa, lo scorso 19 giugno, dagli 'ermellini' della prima sezione penale. Nella sentenza 31171, depositata oggi, piazza Cavour scrive che "non sussiste la giurisdizione penale dello Stato italiano bensì quella esclusiva degli Usa"
Roma, 24 luglio 2008 - L'omicidio del funzionario del Sismi Nicola Calipari, avvenuto la sera del 4 marzo 2005 in Iraq nel corso della liberazione della giornalista del 'Manifesto' Giuliana Sgrena, non può essere considerato un «crimine contro l'umanità» o più semplicemente «un crimine di guerra».
Lo scrive la I sezione penale della Cassazione nel motivare il perchè lo scorso 19 giugno ha respinto il ricorso della Procura generale di Roma e della Sgrena, costituitasi parte civile, che chiedevano che il soldato Usa Mario Lozano fosse giudicato in Italia.
Nella sentenza 31171, depositata oggi, piazza Cavour scrive che «non sussiste la giurisdizione penale dello Stato italiano bensì quella esclusiva degli Usa, Stato di invio del personale militare partecipante alla forza multinazionale in Iraq, in applicazione del principio di diritto internazionale consuetudinario della 'immunità funzionale' dell'individuo-organo dello Stato estero dalla giurisdizione penale di un altro Stato, per gli atti eseguiti iure imperii nell'esercizio dei compiti e delle funzioni a lui attribuiti».
Un principio, questo, che sottolinea il relatore Giovanni Canzio, «non è derogabile nella specie per l'assenza nelle circostanze e modalità del fatto contestato delle caratteristiche proprie della grave violazione del diritto internazionale e umanitario, con particolare riguardo alla non configurabilità nel caso concreto di un 'crimine contro l'umanità o di un crimine di guerra'. Ecco perchè il soldato Usa Lozano, per l'uccisione di Nicola Calipari, non potrà essere processato nel nostro paese.
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