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QUATTRO ANNI IN FUGA

Fatima, rapita dal padre marocchino
ha riabbracciato la mamma a Palermo

La piccola ora ha nove anni: era stata mandata in Marocco per imparare l'arabo.  L'uomo beccato per falsi documenti: aveva creato una nuova identità alla figlia, vivendo tranquillamente nel Paese europeo

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una bimba si aggrappa alla gamba della mamma Roma, 25 luglio 2008 - Ritrovata in Belgio una bambina che era stata sottratta quattro anni fa dal padre marocchino alla madre italiana. Dopo un'attività di ricerca durata quasi un anno la piccola è stata recuperata dalla squadra mobile di Trento insieme alla Direzione Centrale della Polizia Criminale e con la collaborazione dell'Ufficio Minori del Ministero di Grazia e Giustizia.

 

È stato accertato che il padre, con false generalità, aveva creato una nuova identità alla bambina, vivendo tranquillamente in Belgio. La complessa operazione ha visto impegnata oltre alla polizia italiana anche quella belga che ha arrestato il padre marocchino.

 

QUATTRO ANNI IN FUGA

La Squadra Mobile di Trento ha diffuso i dati più rilevanti del rapimento della bambina italiana di 9 anni che quattro anni fa fu sottratta dal padre marocchino. La bambina si chiama Fatima, ed è nata a Palermo. La mamma è italiana, si chiama Maria Fiorentino, anch'ella palermitana. Sia la madre che la figlia hanno scelto oggi di partecipare alla conferenza stampa in Questura a Trento.

 

Il padre Alì Benjrhad, di 41 anni, aveva sottratta la piccola Fatima alla madre l'8 settembre 2004, a Palermo. La mamma aveva immediatamente presentato denuncia e del caso se ne erano occupate subito sia la Procura di Palermo che quella di Trento, poichè la genitrice dichiarò il sospetto che il marito potesse essersi rifugiato a Trento da un fratello (permanenza che in effetti è avvenuta per un paio di mesi).

 

La Mobile di Trento individuò al tempo in città il Benjrhad, fermandolo alla stazione dei treni. Ma il marocchino riuscì in seguito a mandare in Marocco dalla madre di lui la bambina per un anno e mezzo, per costringerla a studiare l'arabo. L'uomo si trovava al tempo già indagato per "sottrazione di minore" e di conseguenza perse anche la patria potestà.

Ora - secondo l'ispettore Nicola Gremes della Mobile di Trento - il padre marocchino si troverebbe iscritto nel registro degli indagati anche per "sequestro di persona". In Belgio, ad Anversa, il Benjrhad aveva fatto in modo che i documenti della bambina fossero stati modificati, contraffatti con il nome (Sara al posto di Fatima) e la sua data di nascita.

 Il Benjrhad risulta essere cittadino italiano e marocchino, con doppio passaporto. La Polizia belga ha arrestato l'uomo il 15 luglio con l'accusa di "falsificazione di documenti".










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