Il giovane era attualmente ai domiciliari, dopo aver trascorso quasi un anno in una comunità. La Corte di Appello per i minori di Catania ha disposto la remissione in libertà per decorrenza dei termini e un 'Daspo' per 5 anni
Catania, 5 agosto 2008 -La Corte di Appello per i minori di Catania ha disposto la remissione in libertà per decorrenza dei termini di custodia cautelare di Antonino Speziale, il diciottenne indagato per l'omicidio dell'ispettore di polizia Filippo Raciti durante le violenze dei tifosi fuori dallo stadio «Massimino» il 2 febbraio del 2007.
Del provvedimento ha dato notizia il difensore di Speziale, l'avvocato Giuseppe Lipera, il quale ha spiegato che sarà efficace a partire dalla mezzanotte di oggi.
Il giovane era attualmente agli arresti domiciliari, dopo aver trascorso quasi un anno in una comunità per minori di San Giovanni La Punta, nei pressi di Catania, dov'era autorizzato a recarsi ogni giorni per lavorare come meccanico. Speziale è stato già processato e condannato per il reato di resistenza a pubblico ufficiale, mentre per il reato di omcidio è stato rinviato a giudizio e il processo non è ancora cominciato. Con Speziale sarà processato in concorso anche un altro giovane, Daniele Micale, arrestato un anno dopo i fatti. I due sono accusati di aver lanciato il sottolavello che secondo l'accusa avrebbe colpito l'ispettore Raciti e causato lesioni mortali.
Speziale, che era minorenne all'epoca dei fatti, incontrerà i giornalisti domani mattina alle 10 a Catania nello studio legale Lipera.
La questura di Catania ha intanto emesso nei confronti di Speziale un provvedimento «daspo», il divieto di assistere a manifestazioni sportive. Il giovane non potrà andare allo stadio per 5 anni, e tutte le volte che la squadra del Catania giocherà in casa dovrà presentare a firmare negli uffici della polizia in coincicenza con l'orario della partita.
Arriverà questo inverno una lista degli alberghi e delle strutture turistiche dove andare in vacanza con il proprio animale: lo ha annunciato oggi il sottosegretario alla salute Francesca Martini. In Italia i randagi sono 600mila