La polizia municipale nega qualsiasi trattamento e spiega che la donna, risultata già inviata a un cpt per l'espulsione, era stata messa in un "locale fermati", dove si è accasciata per dormire
Parma, 13 agosto 2008. - Clandestina in Italia, a un normale controllo antiprostituzione della Polizia municipale di Parma, è stata trovata senza documenti: la nigeriana è stata quindi portata, insieme con altre sette 'lucciole' russe e rumene, al comando, per l'identificazione. È stata così fotografata e le sono state rilevate le impronte digitali e la documentazione è stata inviata al Viminale, dove è emerso che era già stata fermata altre tre volte e inviata a un cpt di un'altra località italiana per l'espulsione.
Colta da una crisi di pianto e di panico per il timore di una punizione del protettore per il mancato incasso della serata, è stata chiusa per darle tempo di calmarsi in un «locale fermati», vale a dire una stanza con angoli smussati, senza maniglie nè vetri, arredata soltanto con una pedana come appoggio o seduta.
In questa circostanza è stata scattata la foto-shock, in cui la donna appare sdraiata in terra, sfinita e forse già addormentata. Foto che, a seguito di roventi polemiche, ha motivato la richiesta di chiarimenti del presidente del Senato, Renato Schifani, al prefetto di Parma, Paolo Scarpis.
Pronta la replica del Comune, che in mattinata ha già inviato una dettagliata relazione al prefetto, in cui si spiega come si erano svolti i fatti e si nega qualsiasi maltrattamento alla donna che, anzi, sarebbe stata aiutata per l'espletamento delle formalità per il rilascio.
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