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L'ARRESTO

Presa la 'belva della Marsica',
uccise la studentessa di Avezzano

Deve scontare l'ergastolo il serbo Nenad Vrbanovic scovato a Kocani (Macedonia) grazie all'intensa attività di cooperazione tra la Polizia della Fyrom e l'Interpol. L'uomo era ricercato in campo internazionale dal 2006

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Nenad Vrbanovic Roma, 1 settembre 2008  - Lo chiamarono la 'belva della Marsica' quando, era l'inverno del 1986, fu arrestato per aver violentato e ucciso Marina Cairoli, studentessa di Avezzano, mentre si era appartata in auto con il fidanzato, Antonio Torelli. Oltre a quel crimine, una sfilza di altri terribili delitti, tra cui violenza privata, sequestro di persona, ratto al fine di libidine e violenza sessuale nei confronti di una bambina di sette anni.


Condannato all'ergastolo, nel novembre 2005 il 41enne serbo Nenad Vrbanovic Vrbanovic aveva fruito di un permesso concesso dal magistrato di Sorveglianza di Firenze, senza però fare rientro nell'istituto di pena di Sollicciano (FI), dandosi alla latitanza.
 

Nei giorni scorsi la polizia della Fyrom (Former Yugoslav Republic of Macedonia), in collaborazione con gli agenti dell'Interpol di Roma, lo hanno nuovamente arrestato.
 

Nenad Vrbanovic è fratello di Ljubisa, detto 'Manolo', anch'egli responsabile di efferati delitti commessi in Italia tra la fine degli anni '80 ed inizio dei '90, come il pluriomicidio della famiglia Viscardi commesso a Pontevico (Bs). 'Manolo' è attualmente detenuto in Serbia per espiare la pena per i delitti commessi. L'Interpol ha già avviato la procedura per l'estradizione di Vrbanovic in Italia.










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