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SEGRETI DI MAFIA

Dai pentiti la verità su un 24enne scomparso:
rubò nel covo di Riina, fu ucciso dalla lupara bianca

Da 15 anni non si hanno notizie del 24enne Angelo Gullo.  Secondo i pentiti, venne individuato dai sicari, interrogato, picchiato e ucciso dopo la cattura del boss

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Roma, 17 settembre 2008 - Era un mistero, perché di lui, non si sa più nulla da 15 anni, ma ora i pentiti hanno svelato ai pm di Palermo il mistero: il 24enne Angelo Gullo, è morto, ucciso perché rubò nella villa di Totò Riina. Lo rivela il Corriere della sera.


La madre non ha mai perso le speranze
e crede che suo figlio, 24enne al momento della scomparsa, sia ancora vivo, anche se di lui non si hanno più notizie da 15 anni. Per due volte i magistrati hanno archiviato il caso, per due volte la madre, che si è rivolta anche a 'Chi l'ha visto?', l'ha fatto riaprire.

 

Ora la verità svelata dal quotidiano: Angelo Gullo - scrive il Corsera - sarebbe rimasto vittima della lupara bianca perché avrebbe osato commettere un furto nel covo del boss Totò Riina, all'epoca l'uomo più ricercato d'Italia.
Il giovane, secondo il racconto dei pentiti, venne subito individuato dai sicari della famiglia di Pagliarelli, interrogato, picchiato e poi - a distanza di tempo, dopo la cattura del boss - ucciso.


Forse il giovane aveva visto qualcosa
che non doveva : "In questa storia ci sono delle strane coincidenze ù dice il pm Viola al Corsera ù ma al momento si possono fare solo illazioni. L'inchiesta non è ancora chiusa e ascolteremo ancora altri collaboranti".


Al mistero di Gullo si sommano quelli che ruotano attorno al covo di Via Bernini: Riina - sottolinea il Corsera - venne arrestato il 15 gennaio '93, ma fino al 2 febbraio non fu fatto alcun controllo da parte delle forze dell'ordine dando così tempo ai mafiosi di ripulirlo.
 










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