Iscritti nel registro degli indagati medici, paramedici. Il decesso della 25enne trapiantata di fegato avvenne dopo sei mesi dall'intervento. Dura accusa dei famigliari: "Il fegato di non figlia non era 'cirrotico'"
Palermo, 18 settembre 2008 - Inchiesta record alla Procura di Palermo con cinquanta persone, tra medici e paramedici, iscritti nel registro degli indagati per la morte di una ragazza di venticinque anni avvenuta dopo il trapianto di fegato all'Ismett, l'Istituto mediterraneo per i trapianti di Palermo. La ragazza, Benedetta Lo Cascio, è morta sei mesi dopo il trapianto di fegato, e il pm Maurizio Agnello, ha chiesto a chiusura indagine l'archiviazione. Ma la famiglia della giovane si è opposta e ha chiesto di fare proseguire l'inchiesta.
Spetta adesso al gip, Vincenzina Massa, di approfondire. Secondo la famiglia, sarebbero state invertite le cartelle cliniche. Perchè nella descrizione dell'intervento si parlava di un fegato «cirrotico», mentre la loro congiunta non ha mai sofferto di cirrosi, «a differenza - dicono- del paziente trattato il giorno prima».