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TIFOSO LAZIALE UCCISO

Annullata l'udienza per vizi di forma
Striscione ultras: "Giustizia per Gabriele"

Si allungano i tempi processuali per il caso del il tifoso laziale ucciso l'11 novembre scorso in autogrill. L'agente che sparò non è stato in aula per timore degli ultras

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Gabriele Sandri, il tifoso ucciso Arezzo, 25 settembre 2008 - L'udienza preliminare del processo per la morte di Gabriele Sandri è stata annullata: la decisione è stata presa stamattina al Tribunale di Arezzo dal gip Simone Salcerini, a causa della mancata notifica dell'avviso di chiusura delle indagini preliminari a Giampiero Renzo, uno dei legali dell'agente Luigi Spaccarotella. Questo comporterà un ritardo nei tempi, perché si dovrà redigere di nuovo l'atto di chiusura delle indagini, e notificarlo alle parti interessate: i tempi tecnici sono stati stimati in un mese e mezzo o due mesi.

 

ULTRAS

"Giustizia per Gabriele": è scritto su due striscioni affissi davanti al tribunale di Arezzo per l'udienza preliminare per il caso di Gabriele Sandri, il tifoso laziale ucciso l'11 novembre 2007 davanti ad un autogrill a Badia al Pino, in provincia di Arezzo.

 

A sparare al giovane ventiseienne è stato l'agente della polizia stradale, Luigi Spaccarotella. Sono una ventina i tifosi della Lazio presenti, tutti amici di Gabriele, che preferiscono però non rilasciare dichiarazioni. Un altro striscione è stato portato dalle zie e dagli amici di famiglia di Gabriele. Inoltre, un distintivo, appuntato alla giacca dei parenti e degli amici, con scritto "... siamo tutti Gabriele Sandri".

 

IL FRATELLO

 Il processo sulla morte di Gabriele Sandri sarà "un processo limpido", senza sorprese: ne è convinto Cristiano Sandri, fratello del tifoso laziale ucciso l'11 novembre 2007, che è arrivato ad Arezzo insieme al padre Giorgio e la madre Daniela per l'udienza preliminare. "Sappiamo che è un processo limpido - ha spiegato - per cui non abbiamo paura di nessuna sorpresa". Con la famigli era presente anche il legale, l'avvocato Michele Monaco, che non ha rilasciato dichiarazioni ai cronisti.

 

I genitori di 'Gabbo' sono stati interpellati dai giornalisti a proposito dell'assenza dall'aula di Luigi Spaccarotella, l'agente della polizia stradale sul cui capo pende al momento l'accusa di omicidio volontario: "Non c'è più mio figlio - ha mormorato la madre - non ha importanza, anche se gli danno 100 anni di punizione Gabriele non torna". Laconico il commento del padre sull'assenza dell'agente: "Ci speravo, ma non ci credevo".

 

L'AGENTE

Luigi Spaccarotella non sarà in aula stamattina al Tribunale di Arezzo, per l'udienza preliminare del processo per la morte di Gabriele Sandri: è quanto ha affermato Giampiero Renzo, difensore dell'agente della polizia stradale, parlando con i cronisti al suo arrivo presso il Tribunale. "Non ci sarà, in questo in parte mi rattrista - ha spiegato - perchè speravo che il Gup potesse vederlo in faccia, potesse vedere il suo sguardo che dall'11 novembre non è più lo stesso".

 

Renzo ha quindi affermato, in merito all'assenza di Spaccarotella, iscritto al registro degli indagati con l'accusa di omicidio volontario, che "c'erano timori per la presenza di ultras, per le minacce che possono far pensare ad un pericolo concreto". Ai cronisti che gli chiedevano se ci fossero state delle minacce dirette, l'avvocato ha risposto così: "Non lo posso dire, non abbiamo presentato denunce, ma basta vedere a Roma i manifesti e le scritte".
 










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