Il produttore e Luigi Barone erano finiti in manette nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento delle società Finmavi e Safin. Il 16 dicembre tornerà all'esame del giudice una vicenda nella quale Cecchi Gori è accusato di percosse e minacce a Valeria Marini
Roma, 6 ottobre 2008 - Sono tornati liberi per decisione del giudice Guicla Mulliri il produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori e il suo stretto collaboratore Luigi Barone che erano finiti in carcere nel giugno scorso nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento delle società Finmavi e Safin. A sollecitare il provvedimento erano stati i difensori Antonio Fiorella, di Cecchi Gori e Carlo Marchiolo di Barone. L'accusa contestata è la bancarotta fraudolenta.
Come si è detto Cecchi Gori e Barone erano stati arrestati il 3 giugno scorso. L'8 luglio il produttore aveva ottenuto di essere ricoverato in clinica per disturbi e il 26 luglio gli erano stati concessi gli arresti domiciliari. Cecchi Gori attualmente ha a Roma 3 pendenze processuali, una riguarda il fallimento della Fin Ma Vi e il 14 ottobre prossimo il giudice Adele Rando deciderà sulla richiesta del rinvio a giudizio.
Il 5 dicembre prossimo si svolgerà una nuova udienza del processo per il fallimento Safin mentre il 16 dicembre tornerà all'esame del giudice una vicenda nella quale il produttore è accusato di percosse e minacce a Valeria Marini.