Notizie cronaca
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
VIP NEI GUAI: CHI ENTRA E CHI ESCE

Ricucci patteggia, Coppola ai domiciliari
Libero Cecchi Gori, Corona rischia

Giornata dai risvolti giudiziari, differenti tra loro, per quattro personaggi saliti alla ribalta della cronaca negli ultimi anni

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Stefano Ricucci RICUCCI/ IMMOBILIARISTA CHIEDE PATTEGGIAMENTO: 3 ANNI CON INDULTO


Una pena concordata di 3 anni di reclusione, coperta da indulto e una sanzione pecuniaria complessiva di poco superiore ai 650mila euro. E' questo il patteggiamento tra Stefano Ricucci, le diverse società a lui riconducibili e la Procura di Roma. I legali dell'immobiliarista hanno formalizzato la richiesta ai giudici della V sezione del tribunale di Roma. La corte si è riservata ed ha rinviato ogni decisione all'udienza del 10 dicembre prossimo. Analoga richiesta di patteggiamento è stata fatta dal collaboratore di Ricucci e commercialista, Luigi Gargiulo, per 1 anno e 10 mesi, con la sospensione condizionale della pena, ma senza l'indulto.


Ricucci a Milano, ha già patteggiato la pena ad un anno. Quella sentenza è compresa nell'accordo di Roma. Nel procedimento, in cui è coinvolto l'ex marito di Anna Falchi, è imputato Sergio Billè e ad altre persone. Per l'ex presidente di Confcommercio proseguirà davanti ad altri giudici. I fatti che coinvolgono Ricucci riguardano fondi extrabilancio di Confcommercio (il cosiddetto "fondo del presidente" gestito attraverso l'Egap), la maxigara (con una presunta tangente da milioni di euro) per gli immobili Enasarco, e la fallita scalata al gruppo editoriale Rcs-Corriere della sera.

 

 

COPPOLA / A IMMOBILIARISTA CONCESSO OBBLIGO DIMORA A GROTTAFERRATA


Un po' di libertà in provincia di Roma per Danilo Coppola. All'immobiliarista, sotto processo per bancarotta documentale, fraudolenta e falso, la II sezione del tribunale della Capitale ha concesso l'obbligo di dimora nel comune di Grottaferrata, dove il manager ha una residenza. Coppola è finito in carcere il 1 marzo del 2007. Dopo alcuni mesi gli sono stati concessi gli arresti domiciliari, ma dopo un controverso tentativo di fuga, è tornato in cella. In seguito alle cattive condizioni di salute, poi gli è stata, ridotta, di nuovo, la misura cautelare.

In estate a Coppola è stato reso possibile trascorrere il mese di agosto in vacanza con la famiglia in una residenza affittata a Punta Volpe, nella zona più esclusiva di Porto Rotondo, in Sardegna. Il processo a Coppola, interrotto per legittima suspicione su istanza di un altro imputato, riprenderà domani. La misura dell'obbligo di dimora a Grottaferrata va incontro ad una istanza di remissione in libertà dei difensori dell'immobiliarista. Ma al contempo allontana Coppola da Roma e dalla sede legale dei suoi uffici.

 

 

CECCHI GORI / GIUDICE LIBERA IL PRODUTTORE CINEMATROGRAFICO E IL COLLABORATORE


Sono tornati liberi per decisione del giudice Guicla Mulliri il produttore cinematografico Vittorio Cecchi Gori e il suo stretto collaboratore Luigi Barone che erano finiti in carcere nel giugno scorso nell'ambito dell'inchiesta sul fallimento delle società Finmavi e Safin. A sollecitare il provvedimento erano stati i difensori Antonio Fiorella, di Cecchi Gori e Carlo Marchiolo di Barone. L'accusa contestata è la bancarotta fraudolenta.


Come si è detto Cecchi Gori
e Barone erano stati arrestati il 3 giugno scorso. L'8 luglio il produttore aveva ottenuto di essere ricoverato in clinica per disturbi e il 26 luglio gli erano stati concessi gli arresti domiciliari. Cecchi Gori attualmente ha a Roma 3 pendenze processuali, una riguarda il fallimento della Fin Ma Vi e il 14 ottobre prossimo il giudice Adele Rando deciderà sulla richiesta del rinvio a giudizio.
Il 5 dicembre prossimo si svolgerà una nuova udienza del processo per il fallimento Safin mentre il 16 dicembre tornerà all'esame del giudice una vicenda nella quale il produttore è accusato di percosse e minacce a Valeria Marini.

 

 

CORONA / IL PM CHIEDE RINVIO A GIUDIZIO PER RICETTAZIONE DI PISTOLA RUBATA


Il pm di Milano Paola Pirotta ha chiesto il rinvio a giudizio del fotografo dei vip Fabrizio Corona, con l'accusa di ricettazione in relazione a una pistola rubata 'Flobert' 6 mm trovata in casa sua dopo l'ultimo arresto del fotografo, avvenuto vicino a Orvieto il 3 marzo scorso. Corona era stato arrestato con l'accusa di detenzione e spendita di banconote false. Aveva tentato di piazzarle a un benzinaio in autostrada, a Badia del Pino, dopo aver fatto il pieno alla sua Bentley. Quando la polizia stradale lo aveva raggiunto, aveva gettato il sacchetto con le banconote false era stato gettato fuori dal finestrino.

Per quel fatto e altre 24 banconote trovate in casa sua aveva patteggiato un anno e mezzo di reclusione, ottenendo la scarcerazione. Quella pistola, trovata in una perquisizione successiva all'arresto, e di cui si discuterà in udienza preliminare il 13 novembre prossimo, proveniva da un furto. Risulta infatti dal 1965 oggetto di sequestro da parte del comando della Marina Militare di Taranto. Non si sa però come sia arrivata nelle mani di Corona.
 










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca  su Quotidiano.net nel Web