Ore d'ansia per una violenta emoraggia che si è arrestata da sola. Il neurologo: "Potrebbe farcela, è una donna giovane e forte". Il medico: "I parametri generali si stanno migliorando e se non accade nulla di nuovo Eluana dovrebbe recuperare completamente". Il sottosegretario Roccella: "Mai come ora si capisce che è viva"
Lecco, 12 ottobre 2008 - Sono gravi ma stazionarie le condizioni di Eluana Englaro, la donna in coma vegetativo da oltre 16 anni, dopo il peggioramento improvviso a causa di una grave emorragia che poi si è arrestata. Dopo i momenti critici di ieri, quando il padre Beppino aveva dichiarato "Se questo non è un inferno...",
Eluana ha passato una notte tranquilla nella casa di cura 'Beato Talamoni' di Lecco, dove è ricoverata.
"La situazione è ancora critica", ha detto il medico neurologo di Eluana, Carlo Alberto Defanti a radio Capital, ma la donna è "sostanzialmente fuori pericolo salvo che non riprenda l'emorragia". In sostanza ciò che le sta succedendo, spiega il medico, "è una sorta di mestruazione eccessiva come può capitare a qualunque altra persona: quando è esagerata può terminare spontaneamente".
Le condizioni di Eluana potrebbero ristabilirsi, dicono i medici, se l'emorragia non dovesse ripresentarsi nei prossimi tre o quattro giorni. Il personale medico ha deciso di non ricorrere ad alcun accanimento terapeutico su Eluana: nessuna trasfusione. La decisione di non fare trasfusioni, spiega Defanti, non è stata sua ma gli è stata comunicata dal padre di Eluana e dai medici della clinica.
Sulla vicenda oggi è intervenuto l'arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi, secondo cui la scelta di operare o meno la trasfusione a Eluana Englaro "è un campo dove non interviene il vescovo ma il medico in scienza e coscienza".
Eluana Englaro è in stato vegetativo permanente da quando, il 18 gennaio 1992, fu vittima di un grave incidente stradale. Poco dopo è cominciata la battaglia legale della famiglia per ottenere la sospensione dell'alimentazione della donna. Una sentenza decisiva in materia è arrivata il 9 luglio scorso, quando la Corte d'Appello di Milano ha attribuito al padre di Eluana la facoltà di chiedere l'interruzione dell'alimentazione artificiale.
Altre due decisioni importanti dal punto di vista giuridico sono di questa settimana. Mercoledì la Corte d'Appello di Milano ha congelato la richiesta di sospendere l'esecutività della sentenza di luglio, con cui la stessa Corte autorizzava a porre termine all'alimentazione e all'idratazione di Eluana. Lo stesso giorno la Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibili i ricorsi per conflitto di attribuzioni presentati separatamente dalla Camera e dal Senato contro la sentenza della Cassazione e il decreto della Corte d'appello di Milano sul caso.